Il Tirreno

Grosseto

«Barontini porti le chiavi» Il consiglio con i lavoratori

di Francesca Gori
«Barontini porti le chiavi» Il consiglio con i lavoratori

L’assessore Cerciello incassa il sì da parte dell’assise sul commissariamento Il sindaco: «Abbiamo paura che il marchio Mabro venga venduto»

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GROSSETO. C’è un’azienda che rischia di affondare e c’è una città, Grosseto, che difficilmente potrà far fronte da sola alla perdita di 224 posti di lavoro. E ci sono 224 dipendenti che da mesi non riscuotono lo stipendio (intero), ma sono costretti ad accontentarsi di anticipi (briciole). Ieri mattina la situazione dell’ex Mabro è stata raccontata in consiglio comunale dall’assessore alle Attività produttive Emanuel Cerciello, che, dopo l’incontro alla Regione di lunedì disertato da Barontini, ha deciso che qualcosa doveva cambiare. E ha chiamato l’intera assise di palazzo comunale che ha dato un mandato chiaro: si spinga l’acceleratore sulla cosiddetta Prodi-bis, sull’amministrazione straordinaria dell’azienda. In due parole, per dirla alla consigliere Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia) «Barontini ci riporti le chiavi dell’azienda».

L’assessore Cerciello, ieri mattina, ha aperto la seduta del consiglio ricordando le tappe delle ultime vicende che hanno interessato le vestaglie azzurre. «Sono troppi i fronti aperti in questa vicenda - dice - dalla situazione debitoria dell’azienda al mancato pagamento degli stipendi, passando dall’accesso al credito che ormai è chiuso, fino ai clienti che in alcuni casi sembra quasi siano stati evitati accuratamente dal management dell’azienda». Cerciello tira dritto. Dopo lo smacco dell’assenza di Barontini alla riunione di lunedì sera in Regione, i toni non sono rimasti bassi. «Si perde lavoro - dice - non vengono rispettati gli accordi, e ora abbiamo paura che se non viene richiesta la Prodi-bis, qui si rischia un disastro». Un disastro che per l’assessore e poi anche per il sindaco Emilio Bonifazi, potrebbe avere due facce diverse: «la vendita del marchio Mabro a chi poi produrrà altrove i capi - dice il primo cittadino - oppure la dichiarazione di fallimento».

Lo sanno tutti, in consiglio comunale, che la Prodi-bis può essere richiesta soltanto da Barontini. Il patron della Mabro, al quale sono stati chiesti bilanci e fatture da esibire in Regione, il 5 aprile sarà da Simoncini. Là, allo stesso tavolo al quale non si è seduto lunedì scorso. «Sono diverse le cose che dovrà chiarire - aggiunge l’assessore Cerciello - a partire dalla segnalazione fatta da un paio di dipendenti ai quali sarebbe stato trattenuto un quinto dello stipendio da versare a una finanziaria. Ora, queste persone risultano cattivi pagatori». Non si tratta certo di appropriazione indebita. Si tratta solo di dipendenti che non possono far fronte ai propri impegni perché uno stipendio ormai non ce l’hanno più da mesi. «Ed è quello che capita quasi a tutti - aggiungono i rappresentanti dei lavoratori - chi non ha un finanziamento deve pagare le bollette, ma i soldi non ci sono». E c’è anche chi si è visto staccare la luce o il gas.

Una situazione, quella raccontata da Cerciello ieri in consiglio comunale che non ha sorpreso nessuno. Tutti, però, sia a destra che a sinistra hanno chiesto la testa dell’imprenditore. «Colpisce l’irresponsabilità completa dell’imprenditore - dice Cristina Citerni (Sel) - se è vero che non ha versato nemmeno il quinto degli stipendi alle finanziarie. L’amministrazione straordinaria sembra l’unica soluzione». Una scelta questa, che ha convinto tutto il consiglio. Unica voce fuori dal coro è stata quella di Giacomo Gori (M5S). «Ci sono tante aziende che sono state rilevate direttamente dai dipendenti - dice - e che ora stanno viaggiando bene e si sono riconquistate fette di mercato. Anche questa è una soluzione da prendere in considerazione». Le soluzioni, certo. Ma anche le cause. «L’idea di Gori sarebbe percorribile dopo il commissariamento - dice Mario Lolini -quello che è necessario ora è che un tribunale certifichi l’insolvenza dell’azienda. Ma anche che Fidi Toscana, che ha scelto questo imprenditore, si assuma le proprie responsabilità. Fino ad ora non lo ha fatto».

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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