Sicurezza
All’università senza futuro
La paura dei dipendenti del Polo grossetano dopo il mancato finanziamento di Mps
GROSSETO. Il loro presente si chiama cassa integrazione, il loro futuro non ha ancora un nome ma appare ben più che nebuloso. Ieri i 24 lavoratori del Polo universitario grossetano hanno deciso di tornare a far sentire la loro voce con una lettera aperta che ha due destinatari in particolare, il Comune e la Provincia che insieme alla Camera di Commercio sono i soci maggioritari del Polo stesso. «Il Polo universitario - scrivono - ha attraversato una fase di ristrutturazione aziendale conseguente alla disattivazione di due corsi di laurea a Grosseto, di quello di Follonica e del laboratorio lagunare a Orbetello. Da qui è partita una sofferta trattativa aziendale e tra le parti che ha portato alla cassa integrazione in deroga a zero ore per nove dipendenti (cinque a Orbetello, tre a Follonica e uno a Grosseto) e a orario ridotto per gli altri 15 lavoratori impiegati nella sede di Grosseto». L'accordo sul ricorso alla cassa integrazione è stato firmato dal Polo universitario, dalla Cgil di Grosseto e dalle rappresentanze sindacali aziendali e approvato dallo stesso consiglio di amministrazione del Polo Universitario. «Quell'accordo - sottolineano - era fondato sull'impegno preso verbalmente dai rappresentanti dei soci maggioritari di versare un contributo economico pari a 200mila euro ciascuno per permettere il proseguimento delle attività del Polo, anche a fronte del mancato finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi». Ora i lavoratori temono che quell'accordo venga disatteso e che con esso sia a rischio la sopravvivenza stessa dell'università in città. «Sappiamo - si legge - che i contributi da parte degli enti per il 2013 saranno ancora più ridotti. Ma mentre la Camera di Commercio, pur dovendo destinare parte delle risorse inizialmente destinate all'Università agli imprenditori colpiti dall'alluvione, si è impegnata a contribuire in misura ridotta, il Comune e la Provincia invece non hanno ancora reso note le loro intenzioni». «Capisco le preoccupazioni dei lavoratori e confermo che da parte del Comune non c'è alcuna intenzione di tirarsi indietro - replica l'assessore al bilancio Paolo Borghi - L'università a Grosseto per noi è importante e la nostra intenzione è cercare di mantenere il contributo dell'anno scorso. Semmai si potrebbe rovesciare la domanda: che cosa succede se alla fine il Comune si ritrova da solo a sostenere il Polo? È chiaro che da soli non possiamo farcela e che occorre ragionarne tutti insieme». Meno possibilista sembra invece l'assessore provinciale al bilancio Federico Balocchi, che già due settimane fa aveva ipotizzato lo scenario di una riduzione del contributo erogato dalla Provincia al Polo.
La preoccupazione dei dipendenti del Polo è fortemente condivisa dal segretario della Cgil Claudio Renzetti. «È una situazione - sottolinea Renzetti - che viene da lontano e pone un problema serio. Nel momento in cui viene a mancare il sostegno della Fondazione Mps bisogna ragionare su quale sia l'effettiva volontà da parte di tutti gli altri soggetti di mantenere l'università a Grosseto». Nota di demerito infine da parte dei dipendenti del Polo verso il consiglio di amministrazione «che sembra completamente disinteressato tanto che non è stato possibile convocarlo neanche per l'approvazione del bilancio».
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