Il dolore
Addio ai progetti del 2011 Allarme case popolari
Il Peep di via De’ Barberi cancellato dalla crisi del Consorzio Etruria, quello di Acli bocciato dal regolamento urbanistico: ora è a rischio il finanziamento regionale
GROSSETO. Qualche rischio c’è, ma se ne può venir fuori: l’edilizia popolare a Grosseto ancora non è del tutto perduta. Sì, perché il finanziamento di quattro milioni di euro garantito dalla Regione al capoluogo per realizzare abitazioni a scopo sociale c’è ancora. Si tratta solo di riuscire a non perderlo.
Andiamo con ordine. È il 2010 quando all’avviso pubblico comunale dedicato si piazzano due realtà. La prima è il Consorzio Etruria società cooperativa, con sede in Montelupo Fiorentino, l’altra il Consorzio Cooperative Acli, sede Arezzo. Nei piani del Consorzio Etruria figura la realizzazione di alloggi a canone sostenibile in via De’ Barberi. Ma poi, ed è storia nota, la cooperativa è sottoposta alle procedure di concordato preventivo ed è costretta a rinunciare a ulteriori interventi.
Entra così in gioco la seconda realtà finita in graduatoria, il Consorzio delle coop Acli. O almeno così dovrebbe essere: «La localizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia residenziale _ si legge in una nota del Servizio pianificazione del territorio risalente al 26 marzo dello scorso anno _ non è compatibile con l’area indicata nella domanda di partecipazione al bando comunale da parte del Consorzio Acli. L’area risulta infatti da un lato _ secondo quanto previsto dal vigente piano regolatore generale _ disciplinata dalla variante per il territorio aperto in quanto zona agricola; dall’altro, invece, il regolamento adottato la destina a verde privato vincolato».
La zona individuata dalle Acli è infatti quella del Casalone, area dove allo stato attuale delle cose non è possibile costruire. A tal proposito, per vedere di cambiare le cose e rendere il tutto edificabile, il Consorzio Acli aveva anche presentato un’osservazione al regolamento urbanistico. Difficile però sbloccare qualcosa: le infrastrutture che dovevano sorgere da quelle parti per decongestionare il gran traffico, oggi ingrossato dalla nascita del centro commerciale Aurelia Antica, non sono all’ordine del giorno. Dunque per il Comune «Non sussistono i presupposti per procedere allo scorrimento della graduatoria» in favore del Consorzio Acli, arrivato al secondo posto dietro il rinunciatario Consorzio Etruria società cooperativa.
Quindi salta tutto? Non proprio: «La proposta fatta dalle Acli _ dice il vicesindaco Paolo Borghi _ riguarda terreni che non hanno l’idoneità urbanistica. Stiamo comunque cercando una soluzione per non perdere il finanziamento regionale. Magari aprendo anche a interventi su immobili già esistenti».
La mente va al recupero dell’ex Garibaldi: lì si è più volte ventilata un’ipotesi alloggi popolari. Grazie ai 4 milioni di euro potrebbe divenire realtà.
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