Italia
Promessa mantenuta Al ponte crollato oggi partono i lavori
Marsiliana, cerimonia con il presidente Marras Il Comitato ha continuato il presidio fino a stamani
GROSSETO. L’ultima data comunicata dalla Provincia per l’inizio dei lavori è stata rispettata. Stamani alle 9 cominciano i lavori di ripristino del ponte di Sant’Andrea crollato a causa della piena del fiume Albegna durante l’alluvione del 12 novembre.
A presenziare all’avvio delle operazioni ci sarà anche il presidente della Provincia, Leonardo Marras. E ci saranno soprattutto gli abitanti e imprenditori della zona di Marsiliana che hanno dato vita al comitato “Il ponte” e che il 12 marzo scorso hanno iniziato un presidio permanente. Tra loro c’è anche Rossano Nucci che due settimane fa al Tirreno disse perentorio: «Non ce ne andremo finché non vedremo gli operai al lavoro sul ponte». Promessa mantenuta.
«Il sopralluogo tecnico di stamani (ieri mattina per chi legge, ndc) – racconta Nucci – è stato decisivo e ha avuto esito positivo. L’ingegner Domenico De Vita (consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice, ndc) ha dato l’autorizzazione a fare partire i lavori. Come comitato però abbiamo deciso di proseguire il presidio fino a domattina (stamani per chi legge, ndc) e lo scioglieremo nel momento stesso in cui vedremo il cantiere operativo. Tanto una notte in più di presidio non ci cambia nulla». C’è soddisfazione dunque ma anche cautela nelle parole del comitato dopo i disagi vissuti da tutta la popolazione della zona a causa della chiusura del ponte sull’Albegna. Dal paradosso della cooperativa divisa a metà ai bambini che non potevano più andare all’asilo, per non parlare delle distanze moltiplicate dall'esigenza di ricorrere alla viabilità alternativa.
«C’è chi si sbilancia e dice che il ponte potrebbe tornare almeno percorribile per Pasqua – osserva Nucci – ma in ogni caso ciò che più ci preme a questo punto è che i lavori finalmente partano».
Nell’occasione il comitato intende anche replicare alle parole dell’avvocato Felice Guardavaccaro, legale della famiglia di Antonella Vanni, una delle tre vittime di quella voragine apertasi a causa dell’alluvione. «Non vogliamo – scrivono – che esigenze sì di impresa, ma ancora prima di vita quotidiana per centinaia di persone, sempre espresse con toni pacifici e rispettosi della triste e dolorosa vicenda accaduta il 12 novembre scorso vengano fraintese e ridotte a mera protesta insensata». Quanto alla mobilitazione delle comunità di Marsiliana e Sant’Andrea per ottenere la riapertura del ponte, essa è cominciata subito e non dopo il 14 febbraio, precisano in una nota diffusa ieri, «invitando le autorità competenti e prime tra tutte la Provincia al doveroso rispetto di tutti i diritti e gli interessi in gioco, primo fra tutti, senza dubbio, quello del diritto di difesa delle famiglie delle vittime». «Il modo apparso concitato di esprimere il dissenso al blocco dei lavori – puntualizzano i componenti del comitato – è solo espressione di disagio, paura e incertezze di fronte alle mancate risposte concrete». La nota si chiude con una riflessione che è un invito a tenere insieme tutti gli aspetti, umani e sociali, di questa drammatica vicenda. «La nostra – scrive il comitato - non è sterile polemica o insensibile protesta. E’ il grido disperato di una comunità che cerca di riappropriarsi della sua quotidianità. Questo è un diritto primario che deve essere rispettato al pari degli altri e come gli altri garantito e tutelato».
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