Il Tirreno

Grosseto

La città che non va: viaggio a tappe fra degrado e... sogni

Maurizio Bernardini
La città che non va: viaggio a tappe fra degrado e... sogni

Palazzi abbandonati e cadenti, occasioni perdute, promesse non mantenute: ecco le priorità per Grosseto

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Dieci luoghi da salvare. Dieci situazioni difficili che fanno rima con abbandono o, al limite, con occasioni perdute o promesse non mantenute. Dieci criticità, direbbe qualcuno che vuole parlar bene. Dieci cose che fanno infuriare, direbbe un maremmano senza troppi fronzoli per la testa.

Da oggi parte il nostro viaggio dentro le difficoltà che attraversa questa terra. Le prime dieci fermate saranno distinte da altrettanti luoghi, tutti tangibili con mano, tutti da troppo tempo divenuti simboli di un capoluogo fermo, attorcigliato su se stesso. Spesso orfano di decisioni concrete.

Ma ce ne sono altri, in centro, nelle periferie, nelle frazioni. Per ciascuno andremo a fare un sopralluogo, parleremo con la gente, chiederemo spiegazioni al Comune e ai proprietari. Nella speranza che questa campagna serva a farne tornare qualcuno, se non tutti, allo splendore di un tempo. Vi chiediamo quindi di collaborare, segnalandoci i luoghi che non vanno, o anche i posti che sono nel vostro cuore e che ora sono ridotti in pessime condizioni. Sarà poi nostro compito andare a verificare, fotografare, denunciare.
Scriveteci quindi all’indirizzo email grosseto.it@iltirreno.it, qui potete mandare anche foto. Oppure, se usate Twitter, usate l’hashtag #10luoghidasalvare per le vostre segnalazioni. Dopo i primi 10 luoghi di questa pagina andremo a verificare tutte le vostre segnalazioni. Magari riusciremo ad avere una Grosseto migliore. 

1) Mura medicee. “2012, l’anno delle Mura”: così la campagna del Tirreno. E qualche risultato – complice un’Amministrazione che su questo tema pare essersi risvegliata – c’è stato. Ma l’impegno non è per nulla finito: ci sono i lavori al bastione del Maiano, l’accesso alla troniera del Cinghialino (dovrebbe tornare a essere percorribile, ndc) e l’assegnazione dell’Eden.
2) Ex Garibaldi. È dal 1985 che crolla: tanto per intenderci Roberto Baggio era un ragazzino, Lionel Messi ancora doveva nascere, i telefonini dalle nostre parti non esistevano e a farla da padrona in politica era la Democrazia Cristiana.
3) Terme di Roselle. Contenziosi, progetti faraonici, ridimensionamenti annunciati: sta di fatto che l’orrendo scheletro che deturpa l’ambiente in quel di Roselle è sempre lì, fermo da anni senza che nessuno muova nulla. Centro degli Etruschi, piccolo Calidario, cosa vogliamo farne? E quando?
4) Ex Chelliana. Altro giro altra corsa, ancora un “ex”: questa volta tocca al glorioso palazzo Mensini. Qui ci scuserete, ma i piani dedicati a un suo possibile utilizzo sono stati cambiati così spesso che un po’ di confusione in testa l’abbiamo anche noi (sede dell’università, sede del centro di documentazione della civiltà etrusca, sede della pinacoteca, sede della “nuova” biblioteca, ndc). L’unica certezza è che l’interno dell’edificio sta marcendo e che di quattrini se ne sono spesi tanti.
5) Strade. Che in città esista un problema legato allo stato delle strade lo sanno tutti. E infatti ogni tanto c’è chi prende in pieno una buca e cade dallo scooter o sfonda l’auto. E in pieno centro storico la situazione non è per nulla diversa. Chiedete a chi si trova a passare per via Paglialunga e non solo. Con i tacchi le donne rischiano una storta ogni 3 metri.
6) Ex ospedale. Sede unica del Comune sì, sede unica del Comune no: ancora non v’è certezza dell’uso del palazzo che ospitava l’ospedale cittadino. Per il momento ci abitano decine di pennuti. Almeno a qualcosa l’immobilismo sarà servito.
7) Piazza della Palma. Sono passati più di cinque mesi da quando il sindaco prese l’ardua decisione e disse sì a renderla pedonale. Eppure lì ci sono le auto di una decina di residenti e quelle dei dipendenti pubblici. Intanto però si è aperto l’ennesimo tavolo: “Ma è un Comune o una falegnameria” dice qualcuno sorridendo...
8) Ex Clarisse. In piena campagna elettorale il sindaco consegnò le chiavi dell’antico edificio al collezionista Gianfranco Luzzetti. Lì doveva nascere la pinacoteca. Doveva.
9) Ex Marraccini. Ci sono ratti grossi come gatti: chiuso da dieci anni è abbandonato. Eppure un progetto per rimetterlo in piedi c’era, chissà a che punto siamo.
10) Colonie di Marina. A due passi da quell’ecomostro – oggi covo di venditori abusivi che lì hanno eletto la propria base operativa per il florido commercio estivo – a luglio andranno in scena i mondiali di vela.

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