Il Tirreno

Grosseto

Assolto per la tubazione abusiva

Assolto per la tubazione abusiva

Non c’è prova del furto d’acqua né che il Fiora abbia subito un danno

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BOCCHEGGIANO. L'allaccio abusivo c'è, è incontrovertibile. Ma non c'è prova che ci sia stato un furto d'acqua e che l'acquedotto del Fiora abbia subito un danno. Per questo l'imputato va assolto perché il fatto non sussiste, pur se con formula dubitativa.

Caso curioso quello trattato nei giorni scorsi dal giudice Pietro Molino, che ha adesso depositato le motivazioni del proscioglimento di Sergio Ferini, 56 anni, di Boccheggiano, risalente a qualche giorno fa. Era finito sotto accusa nel luglio 2011 quando un tecnico del Fiora effettuò una verifica per una perdita, riscontrando la presenza di una tubazione anomala. Anche da questa usciva dell'acqua. Risalendo indietro, il tecnico aveva scoperto che il tubo finiva a casa di Pruneti. Ma il dibattimento non ha fatto chiarezza sulle responsabilità dell'imputato: «Non è nemmeno provato che il tubo abusivo prelevasse acqua dalla condotta del Fiora - scrive il giudice - considerato che lo stesso tecnico ha definito poco spiegabile il fatto che una volta scollegato il tubo buttasse acqua, laddove un allaccio serve intuitivamente per prelevare fraudolentemente l'acqua piuttosto che conferirla».

Secondo Molino, l'allaccio doveva sicuramente servire per prelevare l'acqua ma era collegato a un impianto «che già riceveva acqua in maniera regolare da altra tubazione, con consumo pacificamente soggetto a contabilizzazione». E infatti, una volta scollegato il tubo abusivo, l'abitazione di Pruneti continuava a ricevere acqua corrente. E non c'è prova che attraverso quell'allaccio sia stata prelevata acqua. «Non vi è insomma prova del reato di furto nella misura in cui non vi è certezza che Ferini non abbia pagato l'acqua eventualmente sottratta alla società legittima titolare del servizio idrico».

Alla fine del dibattimento, del resto, lo stesso pm onorario Pamela Di Guglielmo aveva chiesto l'assoluzione per il mancato raggiungimento della prova. L'imputato era difeso dall'avvocato Tania Amarugi.

(p.s.)

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