Sicurezza
Al via il centro di agricoltura sociale
A Montenero d’Orcia, Selvena, Sasso d’Ombrone e Seggiano il progetto della Sds amiatina
MONTENERO. Centro di agricoltura sociale al via a Montenero d’Orcia. Manca qualche rifinitura e poi il progetto della Società della Salute Amiata grossetana potrà partire. Il progetto fa parte dei servizi per l’economia e la popolazione rurale, come precisa Giulio Morganti, direttore della SdS amiatina e con le altre tre realtà di Selvena, Sasso d’Ombrone e Seggiano, potrà fornire un supporto di livello per ragazzi che hanno necessità di essere accompagnati nel loro percorso di crescita.
Per tutti e 4 i centri sono stati investiti circa 750mila euro e per quello di Montenero in particolare, l’investimento si aggira attorno ai 75mila. A Montenero i locali che ospitano il centro sono di proprietà della Coop Unione amiatina che li ha concessi in comodato gratuito per 25 anni. Adesso, a brevissimo tempo, la sede dell’agricoltura sociale sarà inaugurata. «Abbiamo - afferma Claudio Franci, presidente della SdS Amiata grossetana - una sala polivalente, un centro di aggregazione molto ampio, dove si potranno svolgere corsi e attività didattiche e dove si sistemeranno 6 postazione con computer collegati con il metodo wirleiss a tutti gli altri centri di agricoltura sociale. Ma oltre a questo, il centro possiede altre stanze già arredate e dove si sta pensando di effettuare, a giorni alterni, la distribuzione di prodotti per farmacia (Asl) e l’apertura del front office Urp».
Insomma, un centro polivalente a tutto tondo, in cui ci sono spazi pensati pure per le assistenti sociali e il personale medico. Luogo dove si attuano una serie di servizi e dove si organizzano quei percorsi di sostegno per i ragazzi che ne hanno bisogno. «Tutto questo non sarebbe stato possibile - sottolinea Franci - senza la disponibilità delle aziende dove i ragazzi andranno a lavorare o, quando non lo potranno fare, andranno per vivere il contatto con l’ambiente». Intanto è già programmato a Montenero, un corso di formazione rivolto a tutti gli attori che hanno aderito al progetto per cominciare ad essere operativi: «Speriamo di andare incontro ai bisogni della popolazione - afferma Franci - Il progetto sta ottenendo buon risultati. Sappiamo, ad esempio, di un ragazzo che ha cominciato l’inserimento in un caseificio di Castell’azzara, che ha recuperato così bene che alla fine è stato addirittura assunto in pianta stabile dall’azienda che all’inizio gli aveva dato il suo sostegno».
(f.b.)
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