Il Tirreno

Grosseto

«Raccontare Carapax come se fosse un film delle Ninja Turtles»

di Alfredo Faetti

La proposta arriva dall’Inghilterra: trasformare la vicenda in un film che racconti i maltrattamenti delle tartarughe

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MASSA MARITTIMA. Perché non raccontare la storia delle 800 tartarughe arrivate al Carapax e finite al centro dei noti guai giudiziari? Potrebbe essere un modo per portare l’attenzione sulla loro situazione. E per renderla più appetibile per il pubblico (perché no?) internazionale, perché non raccontarla nello stile di un famoso fumetto e cartone animato come le “Tartarughe Ninja”? Fa sorridere, ma è una proposta seria. Arriva da Oltremanica, dal British Chelonia Group, lo stesso che negli anni passati è stato coinvolto nel centro di Massa Marittima da l’allora gestore Donato Ballasina con finanziamenti e l’esportazione in Maremma di 800 esemplari d’acqua dolce. Lo stesso gruppo che nel 2011 ha lanciato un grido d’allarme attraverso la stampa britannica sui maltrattamenti che queste tartarughe avevano subito al Carapax per conto del suo gestore. Oggi, con gli animali al sicuro in un centro specializzato, Paul Eversfield, direttore del british Chelonia lancia la sua proposta: «una storia pubblicata con gli eventi e lo sfondo per Carapax potrebbe avere un appeal internazionale e portare attenzione ad un problema che dura da molto tempo».

Nel centro ai piedi del colle dove sorge infatti non ci sono finite nel tempo solo le tartarughe del Regno Unito. «Si credeva che una fosse una casa perfetta - spiega Eversfield - Così anche il gruppo olandese, Stitching Schildpad, aveva forse ingenuamente promosso la causa ed esportato centinaia, se non migliaia di tartarughe d'acqua dolce al Carapax». La storia poi insegna che l’idea di Ballasina non era quella di una casa perfetta. «Mi viene in mente che la situazione attuale può anche essere paragonato alla storia del personaggio dei cartoni animati di Teenage Mutant Ninja Turtles» spiega Eversfield. Un accostamento non casuale. «Nel 2013 un canale tv dei bambini, Nickelodeon, ha acquistato i diritti cinematografici di questi personaggi dei cartoni animati. Vengono promossi fortemente qui nel Regno Unito e in Europa con uno show settimanale in tv. In questo periodo di Pasqua poi, molti negozi di giocattoli hanno una campagna pubblicitaria molto attiva». Insomma, le tartarughe sono tornate popolari. Da qui la proposta di riprendere la storia degli esemplari del Carapax. «Con una società internazionale come la Fox perché non promuovere un film che potrebbe prendere in considerazione la situazione in Toscana, che è degna di aiuto?» propone il direttore. «Se non altro gli insegnamenti tratti da questa triste storia dovrebbe incoraggiare l'Ue ad affrontare i problemi in corso derivanti dalla vendita di cuccioli di "tartarughe verdi" nel commercio di animali domestici». Eversfield infatti sostiene che «le associazioni Schildpad e il gruppo britannico Chelonia dovrebbero fare tutto il possibile per risolvere il pasticcio che hanno contribuito a fare al Carapax». E quindi perché non con le tartarughe Ninja. «I personaggi stessi, Michelangelo, Raffaello, Donatello e Leonardo, sono il nome di tutti gli artisti italiani del Rinascimento che hanno lavorato in gran parte in Toscana» conclude il direttore, con buona pace dell’ironia del caso.

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