Il Tirreno

Grosseto

La crisi, l’alluvione nuove strategie per salvare il turismo

di Sabino Zuppa

Albinia, gli operatori si rimboccano le maniche Per uscire dal tunnel anche sconti e rimborsi ai clienti

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ORBETELLO. Pasqua è alle porte con il turismo che prova a ripartire anche nelle zone alluvionate di Albinia. Un settore trainante per tutta l’economia orbetellana che tenta di rialzare la testa dopo il disastro, e in un contesto che era già negativo per via della crisi e dell’erosione costiera.

Ma la stagione incalza e le strutture riaprono, senza attendere ricorsi o rimborsi, e sebbene l’alluvione non abbia colpito direttamente i villaggi turistici della zona, il suo effetto si è fatto sentire ugualmente: ha colpito i rimessaggi delle roulotte che da decenni frequentano i 14 campeggi che si affacciano tra Talamone e l’Argentario. Molte sono state accolte nei camping, aperti anche in inverno: ma non tutte sono state recuperate, e ognuna persa significa una famiglia di turisti in meno, quattro persone mancanti per tutto l’indotto, Albinia in primis. Tuttavia ognuna delle strutture turistiche ha reagito, si è rimboccata le maniche, facendo il possibile, come spiegano alcuni dei gestori delle società storiche della zona. «Negli ultimi due anni abbiamo perso gran parte di quello che avevamo costruito in decenni di attività: prima la mancanza della spiaggia, poi i danni alle roulotte dei campeggiatori, hanno causato la perdita di clienti che avevamo fidelizzato grazie ad anni di lavoro – comincia Giusy Amadori, direttrice dei società Marina Chiara che possiede tre strutture nella fascia Osa-Albegna – D’inverno abbiamo aperto le nostre porte, siamo andati a recuperare le caravan dei nostri clienti per permettere loro di recuperarle, e ora tenteremo anche con una campagna di sconti e rimborsi per coloro che sono stati costretti a rottamarle, per riuscire a trattenerli. Ma c’è bisogno che qualcuno ci risolva il problema dell’erosione: solo dopo, col passare del tempo potremo forse tornare a rivedere i flussi di qualche anno fa».

Un pensiero amaro, ma reale cui fa eco il presidente della società Voltoncino, Bruno Nocera, al quale fanno capo cinque strutture ricettive: «Crisi economica, alluvione ed erosione si sono fatte sentire e noi, oltre ad aver aperto le strutture a coloro che avevano la roulotte alluvionata abbiamo messo in campo una particolare politica promozionale – dice l’amministratore – inoltre abbiamo deciso di riconoscere 200 euro di sconto agli stagionali che hanno demolito la roulotte alluvionata e uno sconto del 20 % sui bungalow per i clienti che hanno perso la roulotte e non l’hanno ricomprata, e vogliono tornare da noi. Ma nonostante ciò le prenotazioni sono in calo di circa il 10-15%». Più giovane e più propositiva Gloria Francorsi, neo presidente del consorzio turistico Maremmare e responsabile di varie attività della zona: «Difficile fare un confronto con l’anno scorso. Nel 2012 avemmo il problema della Concordia che bloccò le richieste finché non cessò l’allarme inquinamento. Ora Le richieste per i mesi di luglio e agosto stanno arrivando – spiega lei – ma la crisi c’è e anche le difficoltà economiche: garantire il lavoro per tutti è sempre più difficile. Ma pensare troppo in modo negativo non è costruttivo. Importante adesso è la strategia di prezzo e dare garanzia di un prodotto turistico che non è costituito solo dalla struttura ricettiva ma dai servizi del territorio, dall’ospitalità della popolazione, dalla fruizione delle attrattive naturalistiche e ambientali».

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