Sicurezza
«Chi controlla gli studi?» I dubbi sull’inceneritore
SCARLINO. La Rinascita chiede chiarimenti sulle attività di monitoraggio dell’area industriale del Casone. «Il fatto che lo studio affidato all’Università degli Studi di Siena risulti inquadrato...
SCARLINO. La Rinascita chiede chiarimenti sulle attività di monitoraggio dell’area industriale del Casone. «Il fatto che lo studio affidato all’Università degli Studi di Siena risulti inquadrato nel contesto delle attività di controllo pianificate nel Piano di Monitoraggio per la verifica di conformità dell’esercizio del termovalorizzatore di cui la provincia di Grosseto è l’autorità competente e l’Arpat l’ente di controllo, non cambia la sostanza dei rapporti – spiega Michele Marchiani consigliere del gruppo - ribadiamo che anche in questo contesto Scarlino Energia in quanto committente dello studio esercita sostanzialmente un’attività di autocontrollo». Marchiani esprime anche dubbi su chi realmente farà il monitoraggio visto che il dipartimento senese di Scienze Ambientali non esiste più da alcuni mesi e le cui attività sono state suddivise tra Scienze della Vita e Scienze Fisiche Ambientali e della Terra. «Per quello che ci risulta non c’è stato un coinvolgimento del primo distaccamento considerato – continua Marchiani - invitiamo pertanto a chiarire chi e quali strutture saranno impegnate nello studio. Riteniamo opportuno che si conosca chiaramente in che cosa consista il piano di monitoraggio affinché non ci siano ulteriori perplessità sulla credibilità dello stesso: non devono crearsi ambiguità anche sterili, ma facilmente cavalcabili, basate sulla considerazione dei rapporti dell’Università degli Studi di Siena con Mps e di quest’ultima con la proprietà di Scarlino Energia. Non riteniamo che possano alzare funzionalmente il livello del confronto allusioni connesse all’utilizzo, più o meno diretto, nel progetto di ricercatori legati professionalmente e contemporaneamente a Scarlino Energia e Unis. Invitiamo quindi l’amministrazione a mettere in condivisione quanto già sa dello studio che, sottolineiamo, nonostante sia stato commissionato da un’azienda privata rientra comunque nel Piano di Monitoraggio, rendendo note le basi strutturali del progetto comprese le specifiche sui materiali ed i metodi e l’indicazione dettagliata delle aree interessate».
Michele Nannini
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