Il dolore
Brindisi-sberleffo al rondò incompiuto
Residenti e commercianti di Barbanella organizzano un originale flashmob: torta di compleanno per la rotatoria-horror
GROSSETO. C’è un vecchio detto secondo il quale non c’è niente di più definitivo delle cose provvisorie. Uno scenario questo particolarmente temuto dagli abitanti del quartiere Barbanella che ieri hanno brindato al secondo compleanno della rotonda provvisoria (quella all'incrocio tra le vie Sauro, Giusti, Castiglionese e Giulio Cesare) con un piccolo e originale flashmob proprio nel mezzo della rotatoria.
Nessun megafono, niente cartelli di protesta o intralci al traffico: il gruppo spontaneo formato da residenti e da esercenti della zona (tra cui l’edicolante e il barista che hanno le loro attività proprio a ridosso della rotatoria) ha scelto la soluzione della festa e dell’ironia. Piazzando un tavolino nel bel mezzo della rotonda isolata dalla carreggiata da blocchi gialli e neri. Lì i barbanellini hanno brindato (stile Calindri che sorseggiava Cynar in mezzo al traffico “contro il logorio della vita moderna”) ai due anni della rotonda, con dolce e candelina. «Due anni fa fu tolto lo storico semaforo _ spiega Marco _ e realizzata questa rotatoria sperimentale. Certo il test ha funzionato perché il traffico è più scorrevole ma vogliamo una rotatoria vera come negli altri quartieri, con tanto di alberelli, prato e sampietrini. Ci sentiamo considerati cittadini di serie C”. Oltre al fatto estetico («non dimentichiamo _ puntualizza sempre Marco _ che questa brutta parata di new jersey di plastica è la prima cosa della città che vedono i turisti in arrivo da Castiglione») c’è un problema di sicurezza della circolazione: ci sono buche, dossi e avvallamenti temuti anche dagli automobilisti ma che soprattutto per ciclisti, mezzi pesanti e autobus sono trappole.
Il flash mob del compleanno della rotonda provvisoria è anche l’occasione per passare in rassegna altri problemi del quartiere, dalla scarsa pulizia della ciclabile ai cestini troppo spesso stracolmi di rifiuti.
«Non è giusto che esistano quartieri belli e quartieri brutti _ dice una residente, Simonetta _ nel senso che malgrado l'impegno di chi ci vive e dei commercianti che cercano di fare la loro parte per tenere il quartiere vivo ci vorrebbero più aiuto e attenzione anche dal Comune». I barbanellini sono comunque pronti a rimboccarsi le maniche e lanciano provocazione: «Il Comune ci dia il materiale e la rotatoria ce la facciamo da soli».
Sara Landi
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