Sicurezza
Truffa per l’asfaltatura Cinque stranieri in carcere
Proponevano lavori a buon mercato ma di pessima qualità e con false fatture Irlanda, Lituania e Romania sono i paesi di origine degli arrestati
CAPALBIO. La tecnica, più o meno, sarebbe stata sempre la stessa. Un gruppo di operai si presentava come ditta che aveva appena concluso in zona lavori di asfaltatura di strade e raccontavano di avere un camion con dell'asfalto avanzato; così si offrivano di asfaltare strade e piazzali privati a prezzi competitivi. Il problema era che i lavori risultavano di pessima qualità.
Insomma, un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa secondo le prime conclusioni dei carabinieri, che hanno arrestato cinque stranieri (irlandesi, rumeni e lituani) dopo aver ricevuto le segnalazioni di vari episodi avvenuti tra Pescia Romana (in provincia di Viterbo) e Albinia.
I militari l’hanno soprannominata "truffa dell'asfalto" e del resto non è una novità per la Toscana: due anni fa un episodio analogo a Quarrata di Pistoia. Anzi, il 2011 era stato l’anno del boom di casi come questo in tutta Italia, sempre con stranieri protagonisti.
Nel caso più vicino a noi, le persone venivano avvicinate da un giovane dai capelli rossicci, dall'accento anglosassone, che arrivava a bordo di una macchina di colore grigio con targa irlandese. Una volta convinti i cittadini ad accettare i lavori, mandava degli operai - d’accordo con lui - ad eseguirli. Una volta conclusi i lavori, la ditta presentava delle fatture ritenute false perché gonfiate, emesse da società con sede in Francia, poi risultata inesistente, che venivano saldate in contanti o con assegni dagli ignari truffati.
La prima segnalazione era arrivata da Capalbio. E qui i militari avevano fermato due stranieri che si stavano allontanando a bordo di una autovettura di colore grigio con targa irlandese, dopo aver appena riscosso un assegno.
È bastato condividere le informazioni perché l’Arma riuscisse a stabilire che la banda era entrata in azione altre due volte, una a Capalbio e l'altra ad Albinia. Così erano scattate le ricerche e sull’Aurelia erano stati bloccati gli altri tre stranieri che, a bordo del camion utilizzato per le operazioni di asfaltatura (un autocarro di colore rosso con targa irlandese e un'altra autovettura) si stavano allontanando .
È possibile che altri episodi siano avvenuti nei territori della fascia costiera tra Grosseto e Viterbo e invitano chiunque abbia ricevuto delle offerte di lavori analoghe a quelle contestate a presentarsi ai carabinieri per l'ulteriore prosieguo delle indagini.
I cinque sono in carcere: lunedì udienza di convalida.
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