Il dolore
Sotto sequestro i beni di Schettino e Ferrarini
GROSSETO. L'inchiesta Costa Concordia ha scritto un nuovo capitolo. La Procura ha chiesto - e ha ottenuto dal Tribunale - il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili nei confronti di tre...
GROSSETO. L'inchiesta Costa Concordia ha scritto un nuovo capitolo. La Procura ha chiesto - e ha ottenuto dal Tribunale - il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili nei confronti di tre indagati: il comandante Francesco Schettino, l'hotel director Manrico Giampedroni e il fleet crisis coordinator di Costa Crociere Roberto Ferrarini. Un'ordinanza notificata in questi giorni dai carabinieri e che si affianca all'attività di inchiesta che sostanzialmente si è conclusa con l'avviso di fine indagini e che si è perfezionata con la richiesta di rinvio a giudizio risalente alla fine del febbraio scorso. Anche la richiesta di sequestro conservativo sarebbe stata inoltrata diversi giorni fa, in pratica quasi contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio. Una richiesta che deve inquadrarsi nel possibile sviluppo dell'eventuale processo e quindi dell'obbligo di risarcimento che può derivarne.
Recita il codice di procedura penale: «Se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all'erario dello Stato, il pubblico ministero, in ogni stato e grado del processo di merito, chiede il sequestro conservativo dei beni mobili o immobili dell'imputato o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento».
Una cautela, insomma, che mira a "congelare" lo stato patrimoniale degli eventuali imputati e-o condannati: in questo caso, i beni che appartengono ai tre indagati. L'ordinanza indica nel dettaglio quali sono i beni oggetto del sequestro conservativo, un provvedimento contro il quale i difensori di Schettino, Ferrarini e Giampedroni potranno presentare ricorso. L'effetto del provvedimento è tale che non vi saranno sigilli visibili apposti sugli immobili: ma una trascrizione all'ufficio del Registro, sulle particelle catastali indicate, segnalerà l'esistenza del provvedimento, così che chiunque fosse interessato alla compravendita venga messo a conoscenza del vincolo.
Per Schettino, Giampedroni e Ferrarini la Procura chiede il processo per omicidio colposo plurimo (le 32 vittime) e lesioni colpose plurime (157 feriti). Il comandante dovrebbe rispondere anche di naufragio colposo, abbandono della nave e di persone incapaci e (con Ferrarini) di mancata collaborazione con l'autorità marittima. Dal 15 aprile, al Teatro Moderno, si aprirà l'udienza preliminare, con le medesime attrezzature e strutture dell'incidente probatorio che per una settimana, a ottobre, aveva impegnato gli uffici giudiziari e le parti.
Pierluigi Sposato
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