Gioco
Ristoratore picchiato sulle scale di casa mette in fuga il ladro
L’esercente ha reagito salvando l’incasso ma è stato malmenato nel pianerottolo. «Chiediamo più sicurezza»
GROSSETO. È stato quasi certamente spiato, pedinato, aspettato al varco. Infine aggredito, picchiato più volte nelle scale di casa da un rapinatore a volto scoperto che al buio voleva i soldi; lui però ha reagito, gli ha rivolto contro le chiavi appuntite del portone di casa, ha tentato di difendersi restituendogli le botte in un coraggioso corpo a corpo. Alla fine ce l’ha fatta: ha messo in fuga il malvivente.
Pochi ma interminabili minuti, soprattutto concitati e carichi di angoscia, quelli che ha vissuto nel cuore della notte un barista e ristoratore di Grosseto, Giuseppe Miglianti, 42 anni, sposato e con un bambino piccolo. La tentata rapina, con violenta aggressione fisica, si è consumata la notte tra mercoledì e giovedì: era mezzanotte e 40.
Miglianti è titolare del bar-pizzeria ristorante Shake in via Davide Lazzeretti, praticamente davanti all’ippodromo del Casalone, a quell’ora chiude il suo locale dopo una dura giornata di lavoro. Prende l’incasso - circa 3mila euro - e se lo infila nella giacca. Poi esce e si chiude le saracinesche alle spalle, iniziando il breve tragitto a piedi verso casa. Raggiunto il condominio, fa per aprire il portone con la chiave ma lo trova accostato. Pensa a una casualità e procede oltre, ma non è così. «Entro nel condominio - racconta - Inizio a salire i 6 scalini della prima rampa...». Nel frattempo è buio perché la lampada al piano terra è fulminata e per accendere la luce bisogna salire più su, fino al primo pianerottolo, dov’è l’ascensore. E proprio mentre Miglianti sale per arrivare all’interruttore- sempre in quei 6 scalini - dalla rampa superiore spunta una sagoma. «È un’ombra - dice lui - La vedo con la coda dell’occhio». Un uomo lo aggredisce, tirandogli un pugno verso il collo che però lui riesce a schivare con il braccio. A quel punto parte un secondo cazzotto, che invece lo colpisce al collo. Lui nel frattempo è salito sul pianerottolo, praticamente alla base della seconda rampa dove, alcuni scalini sopra, si trova l’aggressore. E lì inizia un corpo a corpo. «Mi sono trovato di fronte a lui, che ha preso a tirarmi pugni dappertutto. Mi diceva “Te lo faccio vedere io”». Vuole i soldi e lui non glieli dà. «Ho reagito e mi sono difeso. Avevo ancora le chiavi in mano - ne indica una - E come ho potuto, ho cercato di spaventarlo puntandogliele contro». Alla fine l’aggressore gli assesta il colpo finale. «Mi raggiunge al basso ventre: un colpo violento e mi ha steso. Io crollo a terra, sulle ginocchia, e lui scappa». Tra choc, ansia e paura, Giuseppe sale quindi al piano di sopra, raggiungendo moglie e bambino; da lì chiama i carabinieri di Grosseto, che lo raggiungono di lì a poco. L’ipotesi, al momento, è che il malvivente lo stesse aspettando nel pianerottolo della seconda rampa, da cui può averlo spiato dalla finestra. Forse conosceva le sue abitudini. I carabinieri stanno indagando. Cercano un uomo alto circa 1 metro e 70, 75, più o meno 45enne, verosimilmente italiano.
Per finire Miglianti lancia un piccolo "appello" per sensibilizzare chi di dovere sulla zona in cui vive e lavora. «Ringrazio le forze dell'ordine che si sono rese subito disponibili - racconta - arrivando subito. Vorrei chiedere però un po’ più di presenza e controlli: che la zona sia più sorvegliata in generale dalle forze dell’ordine. Ci sentiamo soli, la zona di via Davide Lazzeretti non è molto trafficata, è un po' isolata, e non viviamo tranquilli».
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