Sicurezza
«L’Amministrazione ora cambi passo»
Roberto Panfi, segretario del Pd di Grosseto: «Subito risposte per il centro, per l’economia, per le frazioni marine»
GROSSETO. Quando prendi uno schiaffo non puoi sempre porgere l’altra guancia. E il Pd alle ultime elezioni lo schiaffo, anche a livello locale, l’ha preso bello forte, di quelli che lasciano il segno delle dita. Ne è consapevole il segretario dell’Unione comunale, Roberto Panfi, che chiede un cambio di passo all’Amministrazione. Ci sono tre anni per chiudere qualche progetto, qualche risultato, per riprendere in mano una città che ha protestato con forza. E fra gli obiettivi principali ci deve essere un “piano per il centro storico”.
Non ama i giri di parole, Panfi. «Il sindaco Bonifazi ha il sostegno pieno del partito. Deve avere lui in mano la regia dell’Amministrazione: scelga, decida e noi saremo con lui. Negli ultimi tempi è capitato anche che si sia annunciato un progetto e, dieci giorni dopo, qualcuno ha detto che non si poteva più fare. Così perdiamo credibilità, non ce lo possiamo permettere. Si scelgano 3-4 cose possibili e si portino in fondo, dando un segnale chiaro dal prossimo bilancio».
Il messaggio è chiaro, serve una reazione.
«Sia dal partito che dall’Amministrazione. Per quanto riguarda il primo, non ce ne possono essere due paralleli in città, non è tollerabile. Per la seconda, serve un segnale di discontinuità e un’accelerazione, con una regia unica, del sindaco. Siamo al suo fianco».
Ma non sarà facile fare tutto quanto era nel programma.
«Scegliamo delle priorità. Intanto va chiusa la partita della messa in sicurezza degli edifici scolastici. Poi va preparato un piano dettagliato per l’abbellimento della città, dalle manutenzioni delle strade al centro storico. La gente chiede decoro e sicurezza e si possono fare molte cose anche senza grandi risorse. Serve un progetto di ampio respiro per favorire il turismo e rilanciare l’economia cittadina».
Partiamo dal centro.
«Il centro è il nostro salotto e sta soffrendo. Vedo molti negozi chiusi. Serve un po’ di coraggio per il rilancio, per renderlo vivibile, piacevole. Le piazze, a partire da quella della Palma, devono diventare luoghi di ritrovo. Senza voler pensare a New York, basta andare a Treviso per vedere quanto è piacevole il centro, con panchine e tavolini in ogni slargo e niente auto. Sono spazi di aggregazione naturali. Noi, fra l’altro, abbiamo la fortuna di avere molti parcheggi, sempre semivuoti, fuori dalle Mura. E poi vogliamo pensare a un “piano colore” per chi ristruttura? Siano ammessi solo certi colori dei muri esterni e degli infissi. Lo stesso vale per i negozi: stop alle serrande rugginose, ma vetro o ferro battuto. Infine vedo facciate cadenti, anche in corso Carducci o piazza Dante. Su tutto questo il sindaco può fare ordinanze che impongono di risistemare ai privati. Magari così renderanno decente anche il porticato».
E cos’altro?
«Le Mura, ovviamente. Un percorso è iniziato, va portato avanti in modo deciso, magari consentendo anche di aprire qualche chiosco. Ma un aspetto importante è legato alla sicurezza: la gente la chiede. E quindi vorrei vedere una pattuglia dei vigili a piedi per il centro durante il giorno: dà tranquillità e può anche fare da “pool anti-degrado”, annotando le cose che non vanno».
Però qualche fondo va trovato.
«Certo i soldi non sono molti. Ma qualcosa stiamo facendo. Il percorso iniziato per la fusione delle aziende partecipate, che deve dare un risultato finale in 4 mesi, porterà un risparmio consistente, andando ad un unico Cda. Così potremo trovare anche qualche soldino per dare corpo al progetto della pinacoteca per la collezione Luzzetti. Non ci possiamo permettere di perderla. Mi aspetto risposte in tempi brevi».
Dal centro al mare. Anche Marina qualche priorità ce l’ha.
«La tassa di soggiorno deve dare sviluppo al turismo, con abbellimenti concreti delle frazioni sulla costa. Le priorità? Le pinete non possono essere solo parcheggi: si consenta ai privati proprietari di sfruttarle, ma a patto che le tengano pulite e che le rendano accessibili a chi cerca il fresco d’estate, con spazi attrezzati. E poi il porto: nel progetto originario c’era il nuovo ponte che consentirebbe alle barche di risalire il fossino fino alla zona artigianale. Altrimenti non decollerà mai. E poi bisogna pensare alla destagionalizzazione: è assurdo che una struttura già pronta (Villa Gaia, ndr), abbia strutture termali di spessore ma non ancora la possibilità di sfruttamento dell’acqua. Così ci diamo la zappa sui piedi».
Intanto la segretaria ha azzerato l’esecutivo.
«Ho visto. Ma non è che cambiando l’esecutivo cambia la situazione del partito».
@guifiorini
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