Il dolore
Il consiglio non è valido la delibera ora è sospesa
Scoppia il caso dopo le proteste dell’opposizione, il segretario comunale conferma che non c’era numero legale. Turini: «Pronti ad andare dal Prefetto»
FOLLONICA. Parte dell’ultimo consiglio comunale non è valida, la battaglia delle minoranze trova consensi nel direttore generale. Un caso scoppiato dopo l’ultima riunione dell’assise (5 marzo), quando per protesta le opposizioni hanno abbandonato la seduta lasciando la maggioranza sola ad approvare alcune delibere, tra cui una relativa a delle modifiche al Regolamento urbanistico. La questione nasce dal fatto che a giudizio del Pdl e del Gruppo misto dopo la loro uscita, il quorum ad un certo punto del consiglio è mancato e quindi la seduta dovrebbe essere annullata perché non valida legalmente. In pratica è accaduto che due consiglieri sono usciti dall’aula e quindi da quel preciso momento il numero dei presenti non sarebbe stato sufficiente per poter procedere. Il cavillo scovato dalle minoranze è stato posto all’attenzione del direttore e segretario generale dagli stessi attraverso una mail: in un primo momento il funzionario aveva assicurato che viste le norme il consiglio era da ritenere valido, poi però dopo alcuni giorni, la sua valutazione è cambiata. Durante infatti la commissione consiliare di giovedì sera, convocata per discutere della vicenda, il segretario ha fatto presente che le opposizioni potevano aver ragione, e che quindi secondo il suo parere sarebbe stato meglio riportare la delibera in consiglio comunale. «Ora quello che vi chiediamo – ha dichiarato il capogruppo del Pdl Simone Turini durante la commissione – è che cosa avete intenzione di fare: se ritenete ritornare in consiglio o se lasciare le cose così come stanno. Se fosse la seconda ipotesi a prevalere allora noi sappiamo già che come procedere». Quello che intende Turini è che se si procederà senza modificare i dati di fatto allora le minoranze si rivolgeranno al Prefetto. «Ritengo sia opportuno riportare la delibera in discussione», ha ribattuto il presidente del consiglio, Lanfranco Stefanelli, sottolineando di aver chiesto più volte al segretario durante la seduta se il numero dei presenti fosse sufficiente o meno. Con ogni probabilità si tornerà in aula: ma il problema adesso è forse un altro. Chi aveva il compito di stabilire la legittimità della seduta perché non si è accorto del problema? E che cosa comporterà questo episodio nella stabilità del governo locale?
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