La manifestazione
«Troppi documenti per gli ormeggi di Santa Liberata»
ORBETELLO. Diportisti orbetellani amareggiati e delusi dopo la seduta del consiglio comunale di martedì scorso, in cui hanno fatto sapere di aver avuto “l'ennesima sorpresa da parte dell'amministrazio...
ORBETELLO. Diportisti orbetellani amareggiati e delusi dopo la seduta del consiglio comunale di martedì scorso, in cui hanno fatto sapere di aver avuto “l'ennesima sorpresa da parte dell'amministrazione comunale”.
Non molti giorni fa, infatti, una delegazione dell'Ado aveva incontrato il sindaco Paffetti ed ha successivamente parlato, più di una volta con il vicesindaco Marcello Stoppa ricevendo assicurazioni sulla banalità delle ulteriori richieste documentali da parte della Capitaneria di Porto e della Sovrintendenza di Siena – dicono loro – «e sequestro a parte, non sembrava ci dovessero essere particolari problemi per consentire la fruizione degli ormeggi di Santa Liberata in tempi ragionevoli».
Ma martedì, per voce di Stoppa, si è scoperto che i documenti richiesti sono molti e neanche banali. Allora sorge spontanea la riflessione degli ingenui diportisti: lo scorso anno, in assenza di contenzioso giudiziario ed avendo risolto tutti i problemi di concessione demaniale per tempo il Comune è riuscito a rendere operativi i pontili di S.Liberata il 13 di agosto.
«Tenendo conto del fatto che i pontili sono attualmente sotto sequestro e si dovrà fornire molta documentazione aggiuntiva, quando sarà possibile mettere in acqua le barche l'anno corrente?» Quindi una situazione rocambolesca per cui sperare che le barche tornino in acqua ai primi di giugno risulta davvero difficile.
Ma a tutto questo si sono aggiunte alcune dichiarazioni singolari: «Alla domanda sul perché i pontili si trovino sulla sponda lato strada e non su quella lato laguna, dove li posizione il piano urbanistico, la risposta del vicesindaco è stata “perché è sorta una Associazione, l’Adma, che rappresenta giustamente anche i diportisti dell'Argentario, cui il Comune di Orbetello deve una risposta”. –continuano dall’Ado - Siamo rimasti senza parole e abbiamo cominciato a dubitare di aver sbagliato sinora interlocutore: forse per essere tutelati avrebbero dovuto rivolgersi al Comune di Monte Argentario».
Tutto questo alla luce del fatto che lo scorso anno l'Ado si è assunta dei rischi, anche sulla base delle assicurazioni dell'amministrazione comunale, che oggi sta pagando il suo presidente, per poi scoprire che 11 anni di storia e di impegno costruttivo contano zero. «L'amministrazione comunale faccia il proprio dovere con serietà, senza sottovalutare i problemi e senza improvvisare e, nell'interesse dei propri cittadini risolva questo pasticcio alla svelta non dimenticando che da questi, e non da altri, ha ricevuto la fiducia alle urne».
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