La protesta
Rubate sette sedie dalla sede dell’Ordine degli avvocati
GROSSETO. Quando sono state portate via, non è chiaro e forse non è nemmeno ricostruibile. Il danno, oltre tutto, è abbastanza limitato. Però fa notizia che sette sedie siano sparite dagli uffici del...
GROSSETO. Quando sono state portate via, non è chiaro e forse non è nemmeno ricostruibile. Il danno, oltre tutto, è abbastanza limitato. Però fa notizia che sette sedie siano sparite dagli uffici del Tribunale di Grosseto. Sparite - con tanto di denuncia di furto, dopo le opportune ricerche - dalla stanza di archivio al piano terra del palazzo di giustizia, dove erano custodite con il resto della dotazione "mobile" delle attrezzature del Consiglio dell'Ordine degli avvocati. Appartengono proprio agli avvocati quelle sette sedie di colore verde, di alluminio verniciato e del costo di poco più di una sessantina di euro l'una: il consiglio le aveva comprate nel dicembre di tre anni fa insieme ad altre 21, una volta che la sede dell'Ordine aveva proceduto al rinnovo degli arredi in seguito alla nuova dislocazione degli uffici conseguente all'inaugurazione dell'ala dedicata al giudice di pace. Sono quelle sedie che vengono utilizzate per le assemblee dei legali, quando quelle che normalmente si trovano nella sala avvocati non si rivelano sufficienti. E quando non servono, vengono riposte nella stanza archivio. E' da qui che sono sparite. Più o meno tra la fine di febbraio e i primi di questo mese, quando il personale dipendente del consiglio si è accorto che alla conta ne mancava qualcuna. Recuperata la documentazione di acquisto, è stata fatta la differenza: sette quelle mancanti. Poiché il Tribunale è grande, e il movimento che interessa gli uffici è conseguentemente elevato, la prima decisione è stata quella di perlustrare palmo a palmo tutti gli ambienti: magari quelle sedie potevano essere servite a qualcuno che si era solo dimenticato di riporle. Ma poiché la ricerca, condotta in modo approfondito, è stata infruttuosa, il consiglio ha deciso di sporgere denuncia in Procura, dando incarico al presidente Luigi Bonacchi. Un gesto formale ma significativo, per evitare che qualcuno pensi che ciò che è esposto al pubblico possa essere portato via impunemente.
Chi è stato? La risposta non è semplice. Quell'ambiente è frequentato quotidianamente da più persone, anche estranee all'Ordine degli avvocati, anche per il solo motivo che lì dentro ci sono i quadri elettrici (oltre a un ripostiglio). Il consiglio non punta il dito contro nessuno ma chiede soltanto che la magistratura provi ad accertare le responsabilità, qualora fossero anche recuperabili e utilizzabili le registrazioni dell'impianto di video-sorveglianza. Sette sedie non si portano via infilandole comodamente sotto il braccio ma sarebbe stato sufficiente nasconderle dentro uno scatolone e uscire all'aperto. Difficile se non impossibile che il ladro o i ladri siano passati dalla porta principale, oltre tutto davanti agli occhi del vigilante. Non è escluso che qualcuno abbia provato a farle passare dal piano sotterraneo per poi farle uscire in qualche modo dal cannellone elettrico.(p.s.)
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