Sicurezza
Niente stipendi: Mabro di nuovo ferma
Fino a martedì lavora soltanto il settore commerciale. Lunedì si torna in Regione, ma Barontini non ci sarà
GROSSETO. «Barontini si metta un paio di pantaloni lunghi, se ancora non lo ha fatto e cresca». L’affondo, alla fine dell’assemblea di ieri mattina alla Mabro arriva da Fabio della Spora, segretario della Filcams Cisl. Un affondo che racconta quello che sta succedendo nella fabbrica di via Senese, dove da ieri i dipendenti sono di nuovo tutti in cassa integrazione fino a martedì mattina. Quando verrà riconvocata una nuova assemblea per decidere il da farsi, dopo l’incontro fissato in Regione con l’assessore alloSviluppo economico Gianfranco Simoncini. Ed è proprio sulla mancata partecipazione del patron di Abbigliamento Grosseto all’appuntamento di lunedì che si è consumato l’ultimo strappo con rsu e sindacati. «L’assessore regionale ha fatto a Barontini una richiesta specificia - aggiunge il sindacalista della Cisl - che è quella di portare i bilanci, i conti della società per fotografare esattamente la realtà. E invece che ricevere risposte, siamo stati chiamati per sentirci dire che Barontini ha un appuntamento con clienti importanti e che quindi non potrà essere a Firenze». Un annuncio, questo, che due giorni fa è seguito a quello dell’ennesimo rinvio nel pagamento degli stipendi. Ieri mattina i lavoratori sono entrati in fabbrica per l’assemblea. Dopo due ore hanno indetto due ore di sciopero e una, poi, è stata trasformata in cassa integrazione straordinaria. «Non sono arrivati ancora duecento capi di Vuitton - dicono le Rsu - quindi siamo fermi un’altra volta». Fino a martedì andrà così. Tra rabbia e tanta rassegnazione, quella che si legge ora sui volti delle vestaglie azzurre. «L’unico ufficio che continuerà a lavorare - spiega Nadia Perino, rsu Cgil - è quello commerciale, con quattro persone, due al settore estero e due per l’Itali. Questo settore non possiamo certo bloccarlo». Fino a lunedì compreso quindi, c’è la cassa integrazione straordinaria. Proprio ieri, il ministero ha confermato l’approvazione del secondo semestre, facendo tirare un sospiro di sollievo alle donne e agli uomini della Mabro.
«Ora però c’è da capire cosa accadrà - aggiunge Perino - perché è impossibile continuare a chiedere a noi di lavorare senza prendere lo stipendio». La Prodi bis, potrebbe essere una soluzione. «C’è bisogno però di vedere i bilanci - aggiunge della Spora - ed è inutile che Barontini rimandi ancora. I bilanci si chiudono a marzo e si presentano ad aprile: difficile che trovi altri soldi nell’uovo di Pasqua».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
