Il Tirreno

Grosseto

L’angoscia arriva in prefettura

L’angoscia arriva in prefettura

Sindacati e albiniesi dal rappresentante del Governo: «Siamo allo stremo»

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GROSSETO. Le risorse stanziate dal governo devono essere sbloccate. E subito. Perché «la situazione ad Albinia è drammatica». Lo hanno detto al prefetto Marco Valentini prima gli abitanti colpiti dall’alluvione dello scorso novembre, poi le sigle sindacali unite (Cgil, Cisl e Uil).

Nella frazione orbetellana infatti chi aveva un negozio se lo è visto portare via dall’acqua, mentre chi aveva un posto come dipendente ha dovuto fare i conti con un’azienda distrutta. Aggiungiamo che a ogni lavoratore sta una famiglia e poi moltiplichiamo per centinaia di persone. Il risultato sono i numeri di una vera e propria emergenza.

«Dopo quattro mesi siamo ancora ad aspettare qualcosa che doveva arrivare in maniera naturale», commenta amaro il segretario provinciale della Cisl, Fabrizio Milani.

Sono quei 110 milioni di euro destinati alla Toscana per le zone alluvionate, già stanziate dal governo con la finanziaria di dicembre ma ancora bloccati da una firma latitante di Palazzo Chigi.

Sono passati quattro mesi quando di questi soldi «c’è una necessità estrema», come ha detto il vicepresidente della Provincia Marco Sabatini, presente al picchetto che i sindacati hanno organizzato in piazza Rosselli, alle porte della prefettura.

Ma il “padrone” di casa, Marco Valentini, prima di tutti ha incontrato gli abitanti di Albinia, arrivati con una delegazione di privati e di associazioni. Il prefetto ha loro assicurato (come farà con i sindacati nel tardo pomeriggio) che nella sua posizione farà pressione alle istituzione affinché quei soldi vengano sbloccati.

Ma Valentini e gli abitanti della frazione orbetellana hanno parlato anche della maxi manifestazione in programma per lunedì, con il primo che ha raccomandato di tenere un comportamento decoroso ai secondi.

Alle 17, poi, davanti al cancello della prefettura hanno iniziato a sventolare le bandiere dei sindacati. «Le organizzazioni sindacali hanno dato vita a questa iniziativa perché la situazione è drammatica – dice Paola Pangelli della Cgil – Siamo qui per dare il nostro sostegno al prefetto affinché faccia le giuste mosse per sbloccare le risorse».

Il dramma nella zona di Albinia e Marsiliana infatti è anche lavorativo. Siamo nel cuore maremmano dell’agroindustria, dove le aziende del settore sono tante. Le più importanti avevano delle polizze assicurative e sono riuscite a riaprire, le altre ancora no. Per non parlare dei negozi. Tanto lavoro spazzato via dell’alluvione e tante famiglie a cui serve aiuto.

«I dipendenti sono in cassa integrazione, ma occorre vedere quanta ne riscuoteranno – continua Pangelli – Abbiamo chiesto 60 milioni per la cassa integrazione in deroga, ce ne hanno concessi 30». Poi ci sono le opere di prevenzione da fare, come quelle pubbliche.

Aspetti, uniti ai 110 milioni di euro, raccolti nel documento unitario che i sindacati hanno consegnato al prefetto, con cui sono stati a colloquio per quasi un’ora. Valentini ha assicurato nella lunga giornata di ieri che farà il possibile per risolvere la situazione. Perché non c’è solo il presente che spaventa Albinia, ma anche il futuro. Paura in cui i cittadini si sentono soli. «Non c’è stato neanche un aiuto dal punto di vista burocratico – dice un residente – Il passaporto, ad esempio, che mi è andato distrutto nell’alluvione, ho dovuto farlo come nuovo, pagando anche i bolli».

Alfredo Faetti

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