Sicurezza
Il Pd apre al prosindaco Sel e il comitato si tirano fuori
GAVORRANO. La scelta di Massimo Borghi è una bomba che esplode alle porte della campagna elettorale. L’unità del centrosinistra a questo punto può considerarsi un’ipotesi tramontata, mentre resta da...
GAVORRANO. La scelta di Massimo Borghi è una bomba che esplode alle porte della campagna elettorale. L’unità del centrosinistra a questo punto può considerarsi un’ipotesi tramontata, mentre resta da capire dove confluiranno i voti che avrebbe preso l’ex sindaco. Nelle stanze del centrosinistra gavorranese al momento non c’è l’intenzione di scegliere un altro candidato, quanto quella di seguire ognuno la propria coscienza come gruppo. Sel difficilmente sceglierà di allearsi con Pd e company dopo le parole di Borghi, tra l’altro condivise da buona parte dei vendoliani. Il comitato Gente Comune, poi, è quello che negli ultimi giorni ha ripetuto a più riprese di avere come unico candidato l’ex sindaco, attaccando senza mezzi termini sia i democratici che Gavorrano Democratica. Ma la scelta di Borghi ricade anche su tutto un dibattito che gira intorno a un altro nome, quello di Elisabetta Iacomelli, da più parti indicata come papabile alla corsa per la fascia tricolore. E in questo rimescolamento del mazzo di centrosinistra, può trovare terreno fertile il neonato Movimento 5 Stelle minerario.
La crepa definitiva tra le parti è arrivata durante un direttivo di maggioranza: i partiti e il comitato si erano riuniti per parlare del famoso screzio tra Iacomelli e il consigliere Antonio Melillo, che di fronte a tutti i protagonisti (prosindaco compreso) ha detto che Borghi è l’unico in grado di amministratore il Comune. Un siparietto che ha lasciato uno strascico di problemi, fino al direttivo, dove incalzati dalle domande dei colleghi, i rappresentanti del partito socialista hanno ammesso di non credere più nel progetto. Una posizione considerata come un tradimento da Borghi. E se la crepa è arrivata solo in questa circostanza, gli scricchiolii che la annunciavano risalgono a qualche mese prima. Durante le primarie del Pd, infatti, a Gavorrano è iniziata a circolare la voce che per riunire il centrosinistra servisse una figura capace di fare da collante tra le varie parti. E che questa figura per il Pd potesse essere la Iacomelli. In una realtà come quella mineraria, una voce simile ci mette poco a circolare per le varie stanze della politica. Però la proposta ufficiale sui tavoli della trattativa (a cui partecipavano Pd, Sel, Fed, Psi, Gente Comune e Gavorrano Democratica) non c’è mai arrivata. Come ha scritto nella nota l’ex sindaco, parlando dei democratici, «non erano in grado di presentarsi alle riunioni di tutto il centrosinistra con un candidato». Così, come si legge anche su Facebook da importanti esponenti della maggioranza di Borghi, «si vanno a cercare i candidati a sindaco nelle altre forze politiche». È la Iacomelli, a cui il Pd sembra aprire le porte. Ancora difficile stabilire se alla fine l’attuale prosindaco si candiderà o meno, ma è certo che se lo farà non mancheranno le polemiche. Altra conseguenza della scelta di Borghi, a cui i suoi fedelissimi non vogliono voltare le spalle. Ancor più difficile infatti capire cosa faranno Sel e Gente Comune, che hanno accolto la decisione del loro leader (che avevano riconfermato come candidato da subito) con dispiacere. È una tempesta vera e propria. Ora occorre aspettare che passi e capire come muoversi, in tutto il centrosinistra. La campagna elettorale ancora non è partita ma l’aria è già carica di veleni. Condizione ideale per chi con i partiti non vuole averci nulla a che fare, come i grillini, forti a Gavorrano di un ottimo bacino di voti uscito dalle elezioni nazionali. (a.f.)
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