Il Tirreno

Grosseto

Autostrada tirrenica

Tirrenica, la Provincia apre al dialogo

di Sabino Zuppa
Tirrenica, la Provincia apre al dialogo

Mentre sale la tensione e la Regione aspetta il parere dei Comuni litiganti, Sabatini stempera: «Tenteremo la mediazione»

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ORBETELLO. Le volontà della Regione Toscana di richiedere un parere su quattro possibili ipotesi di tracciato per il lotto 5b, relativo al territorio orbetellano, rischia di alimentare una tensione che potrebbe anche coinvolgere gran parte della popolazione. È chiaro che nessuno vuole l’autostrada a casa sua e che ognuno degli amministratori interessati, sia il sindaco di Orbetello Monica Paffetti che quello di Capalbio, Luigi Bellumori, difendono i loro territori. Una situazione di stallo in cui potrebbe essere la Provincia di Grosseto a giocare un ruolo importante, se non altro per il fatto di essere accomunata dalle stesse esigenze di pianificazione e dallo stesso obbligo di espressione di un parere sulle proposte di Sat. Ad occuparsi di tale questione è il vice presidente dell’ente provinciale, Marco Sabatini, la cui riflessione parte proprio dai problemi sorti in questi giorni e che stanno alimentando attriti tra Orbetello e Capalbio.

«Oltre a effettuare tutti i passaggi amministrativi - spiega - utili per poter esprimere quanto richiesto dalla Regione Toscana sulle ipotesi di tracciato, la prima cosa che la Provincia cercherà di fare nell’immediato futuro sarà quella di provare a riaprire un dialogo tra le due amministrazioni comunali confinanti – dice Sabatini – Del resto la Provincia ha partecipato sin da subito a tutte le operazioni che hanno riguardato la Tirrenica, anche in passato, e continuerà a proporsi come cabina di regia rispetto a tutte le altre realtà del territorio». Dunque questa la priorità, soprattutto perché altrimenti non si arriva da nessuna parte. Quanto al merito delle proposte di tracciato, la Provincia sembra sempre far particolare riferimento al Cipe 2008. «Tra le proposte quella su cui la Provincia si è già espressa positivamente rimane quella di colore verde, nota come Cipe 2008, un percorso più interno che salvaguarda la costa e passa sotto il massiccio calcareo per sbucare nuovamente ad Ansedonia – continua lui - Una proposta che nel recente passato è sta abbandonata dalla Sat e non da noi».

Tale ipotesi sembrerebbe la più difficile da realizzarsi, anche per problemi legati ai maggiori costi che forse la società non vuol più sostenere. Per questo c’è da esprimersi sulle altre possibilità: «La cosa che a me fa riflettere è che Sat, nel 2011, ci ha proposto un tracciato che a quel momento riteneva il migliore. Poi però, nonostante la Regione Toscana si fosse espressa con una delibera nel 2012 in cui chiedeva un progetto che passasse al di là del massiccio collinare, la Sat ha deciso di sua iniziativa di passare alla nuova proposta intermedia, il tratto di penna blu – insiste lui – Ma non doveva essere il primo, quello migliore? E come mai adesso, dagli elaborati presentati sembrerebbe esserlo questo blu intermedio, che pure ha molte criticità rispetto al retro collinare? Insomma, visto il comportamento quanto mai ambiguo della società costruttrice, credo che sarà opportuno studiare bene tutte le possibili ipotesi e soprattutto affrontare con rinnovata cura le decisioni che influenzeranno le scelte dei cittadini».

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