Il Tirreno

Grosseto

Strillaie, la bonifica della discarica passa alla Regione

di Gabriele Baldanzi
Strillaie, la bonifica della discarica passa alla Regione

Il sito non è più “Sin”. Il Comune: «Merito del buon lavoro» In arrivo anche il fotovoltaico sopra ai teli di copertura

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GROSSETO. A metà gennaio 18 siti di bonifica di interesse nazionale (Sin) sono stati declassati in siti di interesse regionale (Sir) perché non soddisfano più i requisiti richiesti per legge. Uno solo è in Toscana e riguarda proprio noi, la Maremma. Si tratta de Le Strillaie. La notizia è passata sotto silenzio, ma il declassamento avrà delle conseguenze. La responsabilità della bonifica passa, infatti, nel caso specifico, da Roma a Firenze, con la Regione Toscana che subentra nella titolarità dei relativi procedimenti. Le Regioni, si legge nel decreto - provvederanno a relazionare annualmente al Ministero dell'Ambiente in merito allo stato di avanzamento fisico, procedurale e finanziario degli interventi individuati. Le eventuali rimodulazioni, economie o ribassi d'asta verranno disciplinati da appositi atti integrativi degli accordi precedentemente sottoscritti.

Al momento – ma non è detto che cambi ancora qualcosa - restano valide le intese precedentemente sottoscritte tra il Ministero dell'Ambiente e gli enti locali competenti relativamente ai siti neoretrocessi - come Le Strillaie. Cosa significa? Che almeno l’Accordo di Programma del 2009 siglato tra il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Grosseto è salvo. Prevedeva interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza e bonifica, cioè una prima serie di azioni finalizzate al ripristino delle aree pubbliche della zona, per un ammontare di due milioni e mezzo di euro finanziati per un milione dal Ministero dell’Ambiente e per un milione e mezzo dall’amministrazione del capoluogo. Ma andiamo per ordine. I Sin sono aree del territorio nazionale definite tali in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali.

Alla loro individuazione provvede il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare con decreto d'intesa con le regioni interessate, secondo una serie di principi e criteri direttivi. In particolare gli interventi di bonifica devono riguardare aree e territori, compresi i corsi d’acqua, di particolare pregio ambientale e la bonifica deve riguardare aree e territori tutelati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Inoltre il rischio sanitario e ambientale che deriva dal rilevato superamento delle concentrazioni soglia di rischio deve risultare particolarmente elevato in ragione della densità della popolazione o dell'estensione dell'area interessata; l'impatto socio- economico causato dall'inquinamento dell'area deve essere rilevante e la contaminazione deve costituire un rischio per i beni di interesse storico e culturale di rilevanza nazionale. Il sito de Le Strillaie, adesso, non avrebbe più queste caratteristiche.

La condizione di inquinamento permane ¬ma la fase attuale, quella post chiusura, rende la discarica meno impattante e pericolosa. «Da quando la discarica è stata chiusa – spiegano dal Comune - abbiamo compiuto un costante lavoro di bonifica; sono stati realizzati impianti per la raccolta e il trattamento del percolato, esami e monitoraggi molto costosi. E questo declassamento è in pratica la conferma del buon lavoro effettuato. Siamo in linea con la tabella di marcia». Non solo. La bonifica dell’area prevede anche la trasformazione di un problema in una risorsa. Il Comune, infatti, sul modulo 16 vuole far sorgere il primo nucleo di un grande impianto fotovoltaico che si conta di realizzare su tutta l'area dell'ex discarica, mano a mano che i vari moduli saranno ricoperti con speciali teli e terra.

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