La manifestazione
Scappa dopo l’incidente: «Non è pentito»
ALBINIA. Flavio Giolo non sarebbe pentito. O meglio: «non si è riscontrato nel contegno dell’indagato alcun segno di disperazione per l’accaduto come se mancasse nell’indagato la seria consapevolezza...
ALBINIA. Flavio Giolo non sarebbe pentito. O meglio: «non si è riscontrato nel contegno dell’indagato alcun segno di disperazione per l’accaduto come se mancasse nell’indagato la seria consapevolezza di aver quanto meno concorso a togliere la vita ad un uomo». Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio nella sentenza di convalida dell’arresto del trentasettenne che domenica prima dell’alba ha investito Nicola Laurino, geometra che era a Orbetello per lavoro e che stava attraversando a piedi l’Aurelia quando è stato travolto dall’auto del barista.
Per questo, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Durante l’interrogatorio di due mattine fa al carcere di via Saffi (a difendere Giolo è l’avvocato Walter De Santis), l’uomo ha spiegato al gip che non si è fermato perché in preda a un attacco di panico. È stato l’uomo a raccontare al gip Montesarchio di aver sentito un gran colpo al parabrezza e di essersi dato alla fuga. Poi, una volta messo di fronte alle proprie responsabilità, il trentasettenne di San Donato ha spiegato ai carabinieri prima e al giudice poi che era sicuro di aver investito un cinghiale.
Il gip, nell’ordinanza, scrive anche che la misura dei domiciliari è idonea per evitare «il concreto pericolo per specifiche modalità e circostanze del fatto e per la personalità di chi è sottoposto ad indagini, che l’arrestato, se rimesso in libertà, commetta altri delitti della stessa specie di quello per cui si procede».(f.g.)
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