Sicurezza
Rivoluzione partecipate Via libera alla fusione
Il consiglio comunale sancisce: Investia, San Lorenzo servizi e Grosseto parcheggi diventano un soggetto solo. Sì anche alla cessione delle quote delle Farmacie
GROSSETO. Si è registrata una sostanziale unità di intenti, in consiglio comunale, sul percorso verso la fusione in un’unica società delle tre partecipate al 100% dal Comune, con le opposizioni che si sono limitate a un voto di astensione, mentre sulla vendita delle farmacie comunali le divergenze tra maggioranza e opposizione sono emerse. Con l’atto di indirizzo approvato, l’amministrazione Bonifazi ha finalmente assunto una decisione in merito alla materia delle società partecipate su cui si dibatteva da almeno due anni, visto che la riduzione delle partecipate faceva parte del programma di governo del centrosinistra, nel 2011. L’atto di indirizzo prevede che le tre società in house, Investia, San Lorenzo Servizi e Grosseto Parcheggi, siano ridotte a un unico soggetto, con un unico consiglio di amministrazione – dice il sindaco Emilio Bonifazi – e un unico presidente.
L’obiettivo è ridurre le spese e aumentare la qualità e l’efficienza dei servizi. Una fusione che avverrà o per incorporazione o per conferimento di rami d’azienda da parte di Investia e San Lorenzo Servizi nella Grosseto Parcheggi che subentrerà nei contratti di servizio delle altre due e si occuperà dei servizi cimiteriali oltre che dei servizi pubblici stradali. Risponde non a un impegno di programma, ma all’esigenza di reperire risorse per le opere pubbliche, invece, l’altra decisione, quella di cedere le quote della società Farmacie comunali riunite (Fcr) e di vendere la farmacia comunale di via Civitella Paganico, gestita direttamente dal Comune. I rispettivi atti di indirizzo sono stati approvati a maggioranza, con il voto contrario dei consiglieri delle opposizioni, salvo l’astensione del consigliere Davide Buzzetti, al suo primo consiglio comunale dopo l’uscita da Sel.
L’atto di indirizzo ha recepito, però, le istanze poste dal capogruppo del Psi Francesco Giorgi che aveva chiesto, già in commissione, che non si ponesse alla base della decisione l’interesse manifestato dal socio privato a cedere il 49%. Nella nuova versione, in effetti, si tiene relativamente conto della posizione e degli interessi di Codifarma, limitandosi a dare mandato al Comune di definire un accordo per cedere, con una procedura condivisa, le rispettive quote di proprietà, ma se l’accordo non dovesse concretizzarsi il Comune procederà comunque a vendere le proprie quote, definendo anche il premio di maggioranza. La capogruppo di Sel, Cristina Citerni, contraria per definizione alle esternalizzazioni dei servizi pubblici, ha evidenziato che la tutela dei 42 posti di lavoro non trova risposta efficace nelle clausole sociali che il Comune inserirà nel bando.
Sulla farmacia di via Civitella Paganico, poi, ha evidenziato l’inopportunità di vendere un bene mentre, sul concorso per l’assunzione dei farmacisti, pende un ricorso al Tar e forse anche un’indagine della Procura. Le opposizioni di centrodestra hanno espresso contrarietà all'operazione e il capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni, ha ribadito che se l’obiettivo è fare cassa sarebbe meglio vendere le farmacie una per una, cedendo anche la titolarità e non solo la gestione.
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