Il Tirreno

Grosseto

Ombrone, il muro di Istia diventa realtà

di Sara Landi
Ombrone, il muro di Istia diventa realtà

Il prefetto Gabrielli (Protezione civile) assicura: «I soldi mancanti per mettere in sicurezza la frazione li mettiamo noi»

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GROSSETO. Anche dalla Protezione civile nazionale potranno arrivare risorse per realizzare opere considerate strategiche per la messa in sicurezza e per il contenimento del rischio idraulico del fiume Ombrone che dopo l’alluvione dello scorso novembre è ancora di più “sorvegliato speciale”.

La novità è emersa dall’incontro di martedì pomeriggio a Roma tra una delegazione del Comune di Grosseto, formata dal vicesindaco Paolo Borghi e dall’assessore alla protezione civile Giuseppe Monaci, con il responsabile del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli. In agenda due progetti di cui si parla da tempo: il muro-argine a protezione dell’abitato di Istia e i cosiddetti bacini di laminazione delle piene. «Nell’ambito dell'incontro – spiegano Paolo Borghi e Giuseppe Monaci – abbiamo parlato del futuro del muro di Istia per il quale la Regione Toscana ha stanziato 180mila euro a fronte di un costo complessivo di 300mila euro. Ebbene, Gabrielli ci ha assicurato che interverranno per garantire la copertura integrale della spesa per il muro». Parole importanti che seguono di pochi giorni l’annuncio da parte del Consorzio Bonifica Grossetana della data del 10 aprile per la conferenza dei servizi che darà il via all’iter burocratico per la realizzazione dell’opera. Eppure, proprio nel momento in cui l’opera sembra più vicina, torna a far sentire la sua voce il comitato civico spontaneo di Istia d’Ombrone formato dai residenti di Istia Ponte che da anni portano avanti la battaglia per questo intervento. «Abbiamo sentito di queste novità – osserva per il comitato Sergio Cini – ma siamo stufi di chiacchiere e di ricevere informazioni diverse e a volte contradditorie a seconda dell’ente a cui ci rivolgiamo. A questo punto vogliamo solo certezze e risposte. E già che ci siamo smettiamola di chiamarlo muro: la gente potrebbe anche pensare che vogliamo un mostro di cemento impattante. Quello che chiediamo invece da anni è solo un argine a difesa delle nostre case». Nel corso della riunione nella sede nazionale della Protezione civile è stata approfondita anche la questione dei bacini di laminazione delle piene a monte, che rappresentano la misura più efficace per diminuire i danni causati dalle piene e scongiurare il rischio di alluvioni. «A questo proposito – dichiarano in una nota congiunta Borghi e Monaci – abbiamo stabilito di predisporre un progetto di fattibilità che verrà sottoposto alla Protezione Civile, in modo da poter attivare gli interventi non appena il dipartimento avrà la disponibilità delle risorse necessarie. Intanto convocheremo quanto prima un incontro della conferenza di bacino, per coordinarci e discutere sul futuro dell’Ombrone insieme agli altri Comuni interessati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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