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Il Giro di Maremma si ferma per Nencini, oggi i funerali

Il Giro di Maremma si ferma per Nencini, oggi i funerali

GROSSETO. Ora le risposte che la famiglia di Andrea Nencini aspetta sono nelle mani del dottor Mario Gabrielli che ieri ha effettuato l’autopsia sul corpo del trentanovenne. Ci vorrà un po’ di tempo...

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GROSSETO. Ora le risposte che la famiglia di Andrea Nencini aspetta sono nelle mani del dottor Mario Gabrielli che ieri ha effettuato l’autopsia sul corpo del trentanovenne. Ci vorrà un po’ di tempo prima di poter stabilire con certezza cosa abbia ucciso l’ex ciclista professionista, stroncato da un malore domenica durante il Giro di Maremma. Nencini, si è accasciato a Ribolla. In sella alla sua due ruote non aveva fatto però sforzi eccessivi: nessuna salita, di quelle alle quali era abituato da sempre. Il maglianese Nencini, quello che volava sulle due ruote anche per andare a prendere un caffè al bar. Che era capace di partire dalla Maremma e arrampicarsi fino a Livorno per poi tornare giù solo per sgranchire un po’ le gambe. Oggi il ciclismo si ferma per l’ultimo saluto al suo campione.

Questa mattina, dopo il nullaosta alla sepoltura concesso dal medico legale, si aprirà la camera ardente all’obitorio del Misericordia e alle 15, alla chiesa del Cottolengo, don Giovanni Ricciardi celebrerà i funerali del campione maremmano. Dopodiché il feretro sarà accompagnato a Istia d’Ombrone per la tumulazione. L’ultimo sprint di Nencini sarà accompagnato dalle lacrime e dal dolore degli amici e dei colleghi. Dai vigili del fuoco ai tanti ciclisti che hanno seguito le sue gesta e la sua lunga carriera. E proprio per questo, la Società sportiva Grosseto ha deciso di annullare la seconda e la terza tappa del Giro di Maremma Uisp. Sabato e domenica le due ruote dei partecipanti avrebbero dovuto aggredire l’Amiata e il capoluogo. «Rispettiamo e condividiamo la scelta della società - dice Beppe Malentacchi, presidente della Lega ciclismo - e rinnoviamo il nostro cordoglio per la sua scomparsa».

Lo sport è ancora in grado di fermarsi, di fronte a queste tragedie. Lo sport è ancora in grado di stringersi intorno a una famiglia e far sentire l’affetto che non consola ma serve, di fronte a tragedie come questa. «Con Andrea Nencini - aggiunge il comitato Uisp - non se n’è andato solo uno dei corridori più forti del gruppo. Il ricordo del grande campione è nulla rispetto al vuoto che lascia l’uomo». (f.g.)

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