La manifestazione
Ecco il protocollo contro i “furbetti”
Finanza e Comuni insieme per controllare le persone e le imprese che godono di agevolazioni sociali
GROSSETO. C’è chi abita nelle case popolari e non arriva alla fine del mese e chi invece, pur vivendo nelle abitazione destinate ai meno abbienti, viaggia in Mercedes. Sono queste le segnalazioni che spesso arrivano ai sindaci. Ieri mattina, quattro di loro (Eleonora Baldi, primo cittadino di Follonica, Arturo Cerulli di Monte Argentario, Marcello Giuntini di Montieri e Giancarlo Innocenti di Roccastrada) hanno stipulato un protocollo d’intesa per il coordinamento dei controlli della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari di chi beneficia di prestazioni sociali agevolate.
Un protocollo che vede protagonisti, accanto ai Comuni, la guardia di finanza che si attiverà per l’esecuzione di controlli individuali e a campione sulle posizioni reddituali e patrimoniali delle persone residenti nei Comuni interessati, che beneficeranno o hanno beneficiato in passato di agevolazioni economiche ai fini sociali (mense scolastiche, asili nido, tasse universitarie, affitti ed altre agevolazioni) a carico dell’amministrazione comunale. In particolare, i Comuni si impegnano a fornire alla finanza i nominativi dei beneficiari, anche sotto forma di specifici elenchi sviluppati sulla base di preliminari accertamenti svolti dall’amministrazione comunale, sui quali emergono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni fornite in sede di richiesta dell’agevolazione economica.
«Grazie a questo protocollo - spiega il colonnello Fernando Greco, comandante provinciale della guardia di finanza - possiamo richiedere alle altre amministrazioni documentazione utile al controllo potendo, in tal modo, incrociare i dati relativi ai soggetti controllati e fornirci ulteriori preziose informazioni». La finanza procederà con i controlli e le verifiche nel pieno rispetto delle norme che regolano la privacy, dando notizia al Comune delle violazioni di natura amministrativa e penale eventualmente emerse.
I controlli, che possono sfociare in vere e proprie verifiche fiscali alle persone fisiche o alle imprese servono a scoraggiare chi dichiara il falso sulla propria situazione reddituale e patrimoniale per ottenere vantaggi economici a spese del bilancio statale e comunale. Gli stessi rischiano, oltre alla perdita dei benefici acquisiti, anche una denuncia all’autorità giudiziaria per il reato di falso.
«Quello a cui puntiamo - spiegano i quattro sindaci - è l’equità sociale fra i cittadini residenti per la loro reale capacità contributiva. È avvilente quando qualcuno viene da noi per farci notare che i comuni spendono a volte per chi invece non ne avrebbe bisogno».
La finanza, questo tipo di controlli li sta facendo da tempo. L’anno scorso sono stati trecento i casi esaminati, e di questi, il 30% non era esattamente in regola con le dichiarazioni.
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