Sicurezza
Uova contro la festa multietnica
La palestra espone il manifesto per pubblicizzare l’evento, preso di mira durante la notte
GROSSETO. «Non ci fermano questi atti, non ci lasciamo certo intimidire da ignoranti». O razzisti. Perché l’episodio che si è verificato nella notte tra venerdì e sabato puzza proprio di intolleranza. Oltre che di marcio, come le uova che sono state tirate contro il cartellone che pubblicizza la festa multietnica che da undici anni viene organizzata dalla palestra Mens Sana di piazza Ponchielli.
Siamo a ridosso delle mura, a poche centinaia di metri da dove, qualche settimana fa, una ragazzina fu presa a spintoni e schiaffi da una coetanea al grido (dei maschi che stavano a guardare) del «la negra se le busca». Per quell’episodio, alle parole del ministro Anddrea Riccardi che condannò con forza il gesto, rispose la protagonista del video postato e poi rimosso da Youtube: spiegò alla polizia che il razzismo non c’entrava nulla e che quella lite era scoppiata soltanto per un ragazzino conteso. Affari di cuore, certo. Come se dare della «negra» a una ragazzina fosse diventato un complimento e non un’offesa. Il caso si è chiuso così.
Serena e Bruno, invece, che da anni organizzano questo appuntamento nella loro palestra, hanno preso le immagini registrate dalla telecamera di videosorveglianza della palestra e le hanno portate ai carabinieri di Grosseto, dove hanno presentato denuncia.
«Fossero stati dei semplici teppisti - spiega Serena - avrebbero spaccato qualcosa. E invece si sono accaniti proprio contro quei manifesti che avevamo messo qui davanti venerdì mattina». I tuorli e gli albumi spiaccicati sul muro e sulla porta della Mens Sana sono stati scoperti sabato mattina, all’apertura. Le telecamere, tra mezzanotte e l’una hanno ripreso una macchina dalla quale si è affacciato un ragazzo che ha tirato le uova. Un primo lancio, poi un secondo, poi un altro. «Quello che ci ha fatto davvero preoccupare - dice ancora Serena - è il fatto che questo raid è stato organizzato». Ha visto il cartello, ha visto che era in programma questa iniziativa, si è procurato le uova marce ed è tornato in piazza Ponchielli, di notte, per colpire. Per lanciare, insieme a quelle uova, anche un messaggio chiaro e tondo: che quella festa non era di suo (o di loro) gradimento. «Purtroppo dalle immagini delle telecamere - aggiunge Serena - non siamo riusciti a leggere la targa dell’auto. Ma abbiamo fornito tutto il materiale ai carabinieri». Secondo i proprietari della palestra quel gesto parla chiaramente di razzismo. «Ma noi andiamo avanti con la nostra iniziativa - dicono - che è sempre piaciuta a tutti». Una festa, una sorta di buffet per fare il giro del mondo di colori, sapori e tradizioni. Ogni anno i rappresentanti delle varie etnie che frequentano la Mens Sana portano un piatto della loro tradizione da condividere con gli altri. Maremmani compresi. «Si sta insieme e si impara a conoscersi - aggiunge Serena - Una festa del genere, non la lasciamo certo guastare da un atto denigratorio come quello successo sabato». Domani, dalle 21 in poi, alla Mensa Sana si farà festa lo stesso.
@francegori
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