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Un incontro sulla Tares per salvare le aziende

Un incontro sulla Tares per salvare le aziende

FOLLONICA. Duecentocinquanta aziende hanno chiuso nel 2012. Un dato che fa spavento e che ha spinto l’Ascom a fare un appello al Comune per un sostegno alle imprese. «Le nostre proposte non sono...

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FOLLONICA. Duecentocinquanta aziende hanno chiuso nel 2012. Un dato che fa spavento e che ha spinto l’Ascom a fare un appello al Comune per un sostegno alle imprese. «Le nostre proposte non sono utopiche ma fattibili. La politica deve cambiare marcia, le aziende sono soffocate e ormai senza più forza per resistere agli eccessi dei costi congiuntamente al calo dei consumi», così fotografa la situazione Riccardo Ardiccioni, vicepresidente dell’Ascom del Golfo. Che cosa fare per riuscire a rimanere a galla? Intanto servono risposte chiare dall’amministrazione comunale che può secondo l’associazione di categoria far qualcosa per arginare il problema, o almeno intervenire su alcuni aspetti come quello relativo alle imposte, diminuendo le spese per i commercianti. Proprio per questo Ascom ha chiesto una riunione urgente con i vertici del governo locale, dai quali si attendono delle risposte positive. «Abbiamo chiesto un incontro – spiega ancora Ardiccioni - per valutare e discutere tutte le possibilità. Mai in passato abbiamo affrontato una crisi così profonda e duratura, quindi vanno trovate soluzioni politiche diverse a quelle finora concepite. La difficoltà, oltre ad essere generale, viene ancora inasprita dalla mancanza di liquidità derivante per fare solo un esempio nel caso dei ristoratori dalla nuova legge che obbliga le attività a pagare prodotti freschi e congelati a 30 e 60 giorni dal ricevimento della fattura». Serve un metodo pratico e efficace, non bastano le parole. «Si deve fare una scelta netta, si deve scegliere di ridurre o tagliare i costi non strategici per l’economia di Follonica e riversare quel denaro in investimenti per lo sviluppo; e soprattutto devono essere ridotte alcune imposte, prima fra tutte la nuova Tares (rifiuti), che costerà il doppio della vecchia Tarsu». L’amministrazione secondo Ascom dovrà fare delle scelte e prendersi le proprie responsabilità: «Continuare a far cassa e rendersi complice insieme allo Stato di questo sfascio del tessuto economico o, per quanto può, cambiare e dare un segno che vada controcorrente?», conclude Ardiccioni.(p.v.)

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