Sicurezza
Sub disperso, il maltempo frena le ricerche
Si affievoliscono le speranze di trovare Jimmy ancora in vita, battuta cala Tartanella
PUNTA ALA. Sono durate solamente l’arco di una mattinata le ricerche di Gjuta Xhevahir, il sub di 25 anni scomparso venerdì scorso nelle acque di Punta Ala, prima dell’inevitabile stop giunto per le avverse condizioni meteo. Ieri mattina i sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto e le unità della guardia costiera hanno battuto per qualche ora lo specchio di mare davanti a cala Tartanella, l’insenatura a sud del Golfo di Follonica e di Punta Ala dove si presume che il sommozzatore sia entrato in acqua all’inizio dello scorso week end. Il forte vento e la scarsa visibilità subacquea hanno infatti imposto alla task force che si occupa della ricerca del ragazzo scomparso l’interruzione delle operazioni di soccorso: impossibile infatti operare in sicurezza, a causa delle condizioni del mare con altissime onde che hanno di fatto impedito alle imbarcazioni della capitaneria e ai sommozzatori di operare senza rischi. Impossibile pure far alzare in volo gli elicotteri a causa del forte vento, le condizioni del mare hanno addirittura obbligato le vedette della guardia costiera a riparare nel porto di Castiglione della Pescaia dove rimarranno nelle prossime ore pronte a riprendere il mare nel caso in cui il tempo volgesse al meglio, anche se le previsioni suggeriscono un miglioramento delle condizioni solo nella serata di oggi. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno provato ieri mattina ad immergersi nelle acque di cala Tartanella ma si è capito subito che i rischi per i soccorritori superavano le speranze di poter ritrovare Jimmyr, stesse difficoltà per le imbarcazioni della Capitaneria di Porto. «Con la Prefettura rimane comunque in piedi il piano di ricerca delle persone scomparse – spiega il comandande della guardia costiera di Porto S. Stefano Monica Selene Mazzarese - continuiamo a lavorare su uno scenario ampio anche perché non può comunque essere esclusa nessuna ipotesi. Siamo partiti da qui perché questa è la zona nella quale crediamo si trovi il corpo di Xhevahir». Per adesso l’ipotesi principale è quella purtroppo di una disgrazia avvenuta in mare, visto che a così tanti giorni dalla scomparsa anche i soccorritori stanno ormai disperando di ritrovare Xhevahir ancora in vita. Lo suggeriscono l’esperienza e le drammatiche condizioni del tempo. Anche la procedura del pattugliamento effettuato ieri mattina ha seguito infatti un programma diverso rispetto a domenica, quando invece tutte le operazioni erano state incentrate soprattutto sulla ricerca di una persona in difficoltà ma ancora in vita; adesso, a 4 giorni dalla scomparsa, le speranze rimangono ridotte a meno di un lumicino.
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