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Grosseto

Giovedì l’ultimo saluto ad Andrea Nencini

Giovedì l’ultimo saluto ad Andrea Nencini

L’autopsia sul corpo del cicloamatore sarà compiuta domani. L’assessore Borghi: «Sono sconvolto»

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GROSSETO. Domani pomeriggio l’autopsia, giovedì il funerale. Andrea Nencini riposerà nel cimitero di Istia d’Ombrone.

Il corpo del cicloamatore-vigile del fuoco è stato composto all’obitorio del Misericordia, in attesa delle decisioni della magistratura. Dopo l’esame autoptico, giovedì alle 15 la salma sarà trasportata nella chiesa del Cottolengo, dove sarà celebrato il rito funebre. L’ultimo saluto a un campione, che ha illuminato la sua carriera con una miriade di successi e che ha trovato la morte durante il Giro della Maremma di domenica mattina.

Una scomparsa che ha destato grande impressione, per la notorietà del ciclista non ancora quarantenne e per le modalità con cui è avvenuta. «Sono sconvolto dalla morte improvvisa di Andrea Nencini - è la dichiarazione del vicesindaco e assessore allo sport Paolo Borghi - un atleta che ha dato tante soddisfazioni a questa città anche come professionista. I suoi successi hanno accompagnato gli ultimi decenni del ciclismo grossetano ed era infatti presente in nomination anche agli ultimi Oscar dello Sport. Questa bella avventura si è chiusa nel peggiore dei modi. Voglio esprimere la mia vicinanza e quella dell'Amministrazione comunale tutta ai familiari di Andrea e anche alla Ss Grosseto, associazione sportiva che è diventata in questi anni un vero e proprio punto di riferimento per chiunque ami lo sport e il ciclismo».

Una morte che non continua a sollevare domande. Ma la casistica clinica parla di qualche decina di casi all'anno in Italia, spesso fatali, senza un apparente motivo, perché la morte improvvisa nei giovani atleti non trova a volte una ragione, nemmeno all'autopsia. E' una delle ipotesi fra le più probabili, ma non la sola comunque: si chiama displasia aritmogena del ventricolo destro (una delle quattro cavità cardiache), in pratica una malattia congenita che può trasmettersi per via genetica. In sostanza, tutto è legato alla presenza di tessuto fibroso o grasso nelle pareti muscolari del cuore.

Una situazione che può rimanere in totale silenzio per anni poi, in pieno benessere psico-fisico ed in giovane o media età, rappresentare un ostacolo improvviso alla normale trasmissione elettrica, il meccanismo che fa contrarre sinergicamente le varie parti della pompa cardiaca.

S'innesca cioè d'un tratto una specie di corto circuito, pericoloso e non di rado fatale, per cui in pochi attimi aumentano a dismisura i battiti cardiaci ed il cuore, sottoposto ad un lavoro contrattile enorme, nel giro di soli pochi minuti si sfianca e cessa di battere.

Forse l’autopsia potrà dare una risposta alle domande di chi ad Andrea voleva bene.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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