Il Tirreno

Grosseto

la vertenza ex mabro

Ennesima fumata nera in Regione Oggi si decide sullo sciopero

di Francesca Gori

GROSSETO. Avrebbe dovuto dare delle risposte che i lavoratori aspettavano, avrebbe dovuto portare quei bilanci e quelle carte che sarebbero servite a far capire al tavolo istituzionale aperto da anni...

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GROSSETO. Avrebbe dovuto dare delle risposte che i lavoratori aspettavano, avrebbe dovuto portare quei bilanci e quelle carte che sarebbero servite a far capire al tavolo istituzionale aperto da anni ormai alla Regione Toscana, quello che c’è e quello che non c’è. Andrea Barontini invece, ieri all’incontro con l’assessore al Lavoro della regione Gianfranco Simoncini, con le rsu e i sindacati, è tornato con la stessa proposta dell’ultima riunione. Proposta rifiutata, allora. E ieri, anche peggiorata di qualche giorno. Anziché pagare i dipendenti il 20 del mese, come avevano chiesto, ha spiegato che lo avrebbe fatto entro il 25. E che gli stipendi arretrati avrebbero finito di arrivare nelle tasche delle vestaglie azzurre il sei novembre. Con quasi un anno di ritardo.

Insomma, il tavolo che avrebbe dovuto in qualche modo fare chiarezza sull’ex Mabro si è concluso ancora con una fumata nera. Oggi si torna in assemblea, convocata in azienda alle otto durante la quale ai lavoratori dell’azienda di abbigliamento verrà proposto lo sciopero che potrebbe scattare anche subito. L’unica svolta nella trattativa è stata l’unitarietà dei sindacati di fronte alla possibilità di chiedere la Prodi bis una volta verificato che Abbigliamento Grosseto non abbia i numeri per andare avanti. Ma anche di questa soluzione, senza prima vedere le carte, è impossibile parlare. E poi c’è la questione dei 15 dipendenti di Royal Tuscany che dall’inizio dell’anno dovevano entrare in Abbigliamento Grosseto. La prossima settimana, il passaggio sarà formalizzato dal notaio. «Quello che è stato chiesto oggi - dice Nadia Perino, rsu Cgil - è il pagamento degli stipendi il 21 del mese, che significa entro e non oltre giovedì. Lunedì siamo di nuovo qua, in Regione. Oggi decideremo cosa fare, ma la nota positiva dell’incontro è stata la convergenza dei sindacati sulla richiesta della Prodi bis, nel caso in cui le cose non vadano come tutti invece vorrebbero». La risposta che Abbigliamento Grosseto ha messo sul tavolo della Regione non è piaciuta a nessuno. «Era la stessa della riunione della scorsa settimana - aggiunge Fabio della Spora, segretario della Femca Cisl - che già avevamo detto fosse irricevibile. Qui il problema è uno solo: non si può pensare di fare l’imprenditore perché i dipendenti lavorano gratis. È inaccettabile».

Una vertenza, quella della Mabro, che anche ieri ha visto le istituzioni sedute al tavolo di Simoncini: c’era l’assessore Chelini, a rappresentare la Provinciale e l’assessore Cerciello per il Comune. Mancava, come aveva annunciato la scorsa settimana, il presidente Leonardo Marras.

«Le cose da fare non sono tantissime - incalza Massimiliano Brezzo della segreteria regionale dei tessili Cgil - Barontini deve pagare gli stipendi e portarci, lunedì, la garanzia del passaggio nella sua azienda dei 14 lavoratori di Royal Tuscany. Oltre ai bilanci della società».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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