Il dolore
Casa dei pesci, il museo marino è realtà
La prima scultura da 10 tonnellate è arrivata al porto di Talamone: a breve sarà deposta sul fondale
TALAMONE. Un museo sottomarino che rappresenterà una grande attrazione per i visitatori della Costa d’argento e aiuterà anche il settore del turismo delle terre alluvionate dell’orbetellano a smuoversi dalla crisi e dall’impasse in cui rischia di trovarsi a pochi giorni da Pasqua.
Su questa linea sembra indirizzato il progetto “Una Casa per i Pesci”, grazie a cui è giunta ieri nel piazzale del porto di Talamone la prima scultura che per ora è stata posta a terra, ma che a breve sarà collocata sul fondo del mare proprio nelle acque davanti al porticciolo garibaldino. Un blocco di marmo di 10 tonnellate fornito gratuitamente dal proprietario delle Cave Michelangelo di Carrara, Franco Barattini, che è stato scolpito nei giorni scorsi a Roma dall’artista capitolino Massimo Catalani. Dal 5 al 17 marzo scorsi, infatti, il progetto e il blocco sono stati ospiti dei Musei di Roma a Villa Torlonia dove, con il patrocinio del Comune di Roma, si è svolta questa prima fase del progetto in cui l’artista ha scolpito sul blocco di marmo una serie di pesci di colore verde fosforescente, come ad immaginare un branco che gira intorno alla pietra stessa. Questa opera sarà la prima della serie ad andare in acqua, mentre altri lavori aspettano nei piazzali di alcune strutture turistiche della zona: a giorni dovrebbe arrivare a Talamone anche quello dello scultore senese Massimo Lippi. Dunque, a distanza di un anno dalla sua presentazione, il sogno del pescatore talamonese Paolo Fanciulli sembra cominciare a realizzarsi e a suscitare un interesse generale sempre maggiore: «Qualche giorno fa è venuto il sindaco Monica Paffetti a Talamone ed abbiamo deciso dove collocare momentaneamente quest’opera che spero sia la prima della lunga serie che comporrà un bellissimo percorso d’arte sottomarino – spiega Fanciulli – Più andiamo avanti e più cresce l’entusiasmo proprio da parte degli artisti: mi stanno chiamando da tutta Italia perché vogliono partecipare. Evidentemente hanno capito che avere un opera sotto l’acqua in un contesto del genere è un cosa di grande valore, senza contare l’effetto che potrà avere anche a livello di ripopolamento e tutela ambientale». Per questo gli altri blocchi che arriveranno da Carrara saranno probabilmente dirottati verso le varie residenze degli scultori e poi, una volta che avranno assunto le loro nuove fisionomie andranno sul fondo del mare nel tratto di costa che dal fiume Albegna arriva fino alla foce dell’Ombrone.
Sabino Zuppa
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