Lutto
Ascoltare i giovani per salvare il loro futuro
Ecco “Communitas”: in via Inghilterra psicologi e consulenti intercettano il disagio dei ragazzi per prevenire le dipendenze
GROSSETO. Intercettare il disagio giovanile prima che sfoci nelle dipendenze o che diventi malattia. Ascoltare la complessità dell’adolescenza e dare una mano alle famiglie e alla scuola a relazionarsi con l’età difficile per eccellenza.
A darsi questi obiettivi sono le comunità terapeutiche del territorio, il Ceis e Vallerotana, che in collaborazione con la Asl 9 e il Comune di Grosseto hanno deciso di dar vita al Centro di ascolto Communitas, già attivo da alcuni mesi _ lontano dai riflettori _ nella sua sede di via Inghilterra 47 a Grosseto.
I soldi per il progetto arrivano dalla Regione che ha reperito nel 2011 due milioni di euro come risorse aggiuntive da destinare per il triennio successivo alla dipendenze e alla rete delle comunità terapeutiche. Ma Grosseto, unica in tutta la Toscana, ha deciso di spendere quelle risorse per un progetto innovativo di prevenzione del disagio giovanile.
«Con questa esperienza stabiliamo di fatto un primato – rivendica Alfonso Brogi, presidente dell’Associazione genitori e volontari contro le dipendenze di Vallerotana _ dimostrando di essere una città lungimirante».
La lungimiranza sta nel fatto che, come conferma il responsabile della comunità di Vallerotana, Umberto Paioletti, «il disagio va intercettato in modo più precoce possibile e il centro d’ascolto rivolto ad adolescenti e giovani rappresenta in questo senso un’opportunità in più sul territorio rispetto ai servizi già esistenti».
«Senza togliere autorevolezza né autorità ai genitori e agli educatori _ aggiunge don Enzo Capitani, responsabile del Ceis _ occorre accompagnare e sostenere i giovani che esprimono il proprio malessere. Bisogna rompere la solitudine perché chi ha bisogno tende a chiudersi in se stesso».
Le persone pronte a incontrare gli adolescenti e i giovani adulti “in formazione” sono professionisti a cui già in questi primi mesi di operatività del centro sono arrivate le prime storie di disagio: dal mal di vivere ai problemi di autostima, dai rapporti difficili con le famiglie ai dubbi sulla propria identità sessuale, mentre per il momento non risulta che nessun giovane grossetano si sia rivolto allo sportello perché vittima di bullismo a scuola o nel gruppo dei pari.
L’equipe è formata dallo psicologo clinico e psicoterapeuta Stefano Fantozzi, dalla psicologa Martina Paioletti, dall’educatrice professionale Sara Bardini e dalla consulente familiare Claudia Valiani Renzetti. Gli operatori ricevono per colloqui e percorsi individuali nella sede di via Inghilterra oppure fanno interventi nelle scuole medie e superiori per lavorare con gli studenti sulle tematiche del disagio.
Il centro di ascolto Communitas apre però le porte anche a coloro che con i giovani si relazionano, trovando sempre più spesso difficoltà di comunicazione, cioè famiglie, insegnanti, educatori.
«I buoni risultati di questo progetto in corso già da tempo _ dice per l’Asl Fabrizio Boldrini _ dimostrano che aggiungere la prevenzione alla cura paga. Dobbiamo impedire che il disagio diventi malattia».
Il Comune sostiene il progetto mettendo a disposizione i locali ex Circoscrizione Pace dove il centro ha sede e ospitandolo nell’ampia rete delle attività per le politiche giovanili, a cominciare dall’Informagiovani.
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