Il Tirreno

Grosseto

Accusato di omicidio lo studente non risponde

di Cristiano Pellegrini
Accusato di omicidio lo studente non risponde

Il gip ha convalidato l’arresto del diciannovenne fermato a Siena Si indaga anche sulla sua appartenenza alla Chiesa cristiana avventista

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SIENA. Una rapina finita in tragedia. Potrebbe essere questo il movente che ha scatenato la furia omicida di Renan William Vilanova Correa lo studente che lo scorso 3 marzo avrebbe ucciso Molina Camargo Lucelli fracassandole la testa contro lo spigolo del muro in un monolocale nel centro storico di Siena.

Gli inquirenti ne sono sempre più convinti tanto che il giudice per le indagini preliminari Monica Gaggelli, dopo l’interrogatorio di garanzia, ne ha convalidato l’arresto. Il giovane brasiliano anche ieri, infatti, assistito dal suo legale, ha continuato a negare e a non rispondere alle domande.

Un silenzio nel quale si è rinchiuso subito dopo il fermo. E così dopo la conferma dell’arresto è stato riportato nel carcere di Santo Spirito a Siena. Le prove a suo carico, secondo quanto accertato dai carabinieri, rimangono evidenti. L’impronta del dito mignolo sulla forchetta usata per forzare un trolley, l’esame del dna e le impronte papillari. E poi quel corpo a corpo e i graffi con cui la donna avrebbe tentato la sua ultima via di salvezza.

Ma nuovi elementi sembrano emergere dalle indagini. William, infatti, sarebbe stato un abituale frequentatore dell’appartamento che la donna condivideva con una coinquilina di cui era amico e secondo le ricostruzioni potrebbe aver notato dove la colombiana nascondeva i suoi soldi. Nell’abitazione, infatti, non sono stati mai ritrovati così come non sono mai stati recuperati i documenti della donna.

Tutti elementi su cui si erano immediatamente concentrate le indagini e che avevano portato dopo una lunga serie di interrogatori con amici e frequentatori della casa e della donna a indirizzarle su William. Del resto anche il suo atteggiamento aveva insospettito gli inquirenti.

Il giorno dopo l’omicidio Correa aveva cambiato abitazione trasferendosi da quella che condivideva con un altro studente a quella della madre, sempre a Siena e aveva cambiato look tagliandosi i capelli. Intanto nuovi particolari emergerebbero proprio sulla personalità del giovane.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini risulterebbe un seguace della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, una comunità protestante nata negli Stati Uniti e molto diffusa nell’America Latina. Tra i caratteri distintivi l’osservanza del sabato come giorno di riposo.

Al sabato, 2 marzo, gli inquirenti fanno risalire l’omicidio della giovane donna. E proprio durante uno degli interrogatori a cui è stato sottoposto che il giovane avrebbe richiamato con un’invocazione la sua confessione religiosa come modo di vita.

Un elemento che gli inquirenti non stanno sottovalutando e sul quale stanno eseguendo accertamenti per chiudere finalmente il cerchio su un delitto che ha ferito Siena e le sue mura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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