Il Tirreno

Grosseto

«Più competenza e etica della politica»

di Guido Fiorini
«Più competenza e etica della politica»

Il dibattito sul Pd: dopo Barbara Pinzuti interviene il capogruppo in Provincia, Massimo Alessandri

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GROSSETO. Riscoprire la politica, rinnovando ma anche ritrovando le necessarie competenze per fare le cose: Massimo Alessandri, capogruppo del Pd in Provincia e membro di diritto della direzione, ma anche ex segretario comunale, interviene nel dibattito aperto da Barbara Pinzuti che, ieri sul Tirreno, ha annunciato che cambierà alcuni volti in segreteria e che chiederà di anticipare i congressi locali. La segretaria ha parlato della necessità di una “rifondazione dal basso” del partito.

La riflessione del medico ex segretario comunale parte dagli obiettivi nazionali a breve scadenza, su tutti cambiare la legge elettorale e dare un vero governo al paese, e obiettivi più diluiti nel tempo, fra i quali, a livello locale, dare un’accelerazione all’Amministrazione per arrivare alla scadenza dando delle risposte alla gente.

A quasi un mese dalle elezioni è il caos.

«Dalle urne è uscito un forte segnale. La gente chiede alla politica di cambiare. Lo dimostra il fatto che il Pd, a livello nazionale e locale, ha perso moltissimi voti. Così come del resto il Pdl. C’è stata una forte affermazione del 5 Stelle, il Movimento di Grillo e gli astenuti sono, insieme, il 50% del paese, ma ora siamo in una situazione di stallo che non ci possiamo permettere. Credo che si debba pensare a fare in fretta una nuova legge elettorale e si debba quanto prima tornare alle urne. Con regole che consentano di governare a chi ha preso anche solo un voto in più. Insomma, non credo che il nostro partito debba andare ad inseguire accordi che possano snaturare le proprie linee programmatiche».

Però la gente chiede un rinnovamento, vuole volti nuovi e più giovani.

«Serve un forte cambiamento, ne sono convinto. Ma la prima cosa da fare è una riflessione sull’etica della politica, anche sulle responsabilità. Regola vuole che chi ha cariche più importanti sia più responsabile degli altri. Per il rinnovamento non basta “rottamare” tout court. Perché c’è stato anche un forte deficit di competenze. Dovremo riuscire a riscoprirle: gli incarichi vanno dati a chi conosce i settori, non basta essere giovani per essere “nuovi”. E dopo, quando saremo stati capaci di ripensare la politica, dovremo occuparci di lavoro, welfare, crescita economica, di risposte alla gente».

In ambito locale il Pd deve riprendere in mano la situazione. A Grosseto si voterà fra tre anni. Sembrano tanti, ma non lo sono.

«In tre anni possono cambiare molte cose a livello nazionale, io ne sono convinto. Però, intanto, in città l’Amministrazione deve essere più dinamica e portare avanti con decisione i temi del proprio mandato. Insomma, credo che possa raggiungere i propri obiettivi e dare risposte alle domande della gente».

Non è un momento facile per dare risposte, le risorse sono poche.

«Per carità, ci sono lacci di ogni genere per le Amministrazioni, a partire dal patto di stabilità. E poi lo Stato ormai impone ai Comuni solo di essere esattori per suo conto, con tasse pesanti che solo in piccola parte tornano sul territorio. Però, proprio in questo momento, un po’ di dinamismo non guasta. Ci sono partite importanti vicine alla conclusione, dal Regolamento urbanistico che dovrebbe consentire una ripresa del settore edile al riordino delle società partecipate. Vedo con favore, per quest’ultime, una semplificazione che consenta un risparmio e un miglior posizionamento sul mercato. Insomma, pur con pochissime risorse, si possono avere idee e dare dei segnali e in tre anni ci possiamo presentare alla scadenza del mandato con argomenti forti per chiedere di essere confermati».

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