Frecciabianca soppressi, l’ira dei pendolari
Viaggiatori furiosi contro la ventilata soppressione di due pendolini dalla rotta grossetana da parte di Trenitalia
Dal 14 aprile Trenitalia potrebbe tagliare due pendolini dalla rotta grossetana e dirottarli su Firenze. La notizia ha scatenato l’ira del comitato pendolari grossetani, che si mobilita e chiede un incontro urgente in Regione. Ecco alcune reazioni.
Per l’ingegner Valerio Cutini (professore dell’Università di Pisa) «la ventilata ipotesi della deviazione sulla dorsale appenninica (Roma-Firenze) di alcuni dei treni a lunga percorrenza fin qui attivi sulla linea tirrenica non si tradurrà infatti solamente in un pesante disagio per i molti che a Grosseto (quotidianamente o in modo saltuario) utilizzano il treno per i propri spostamenti: renderà di fatto più difficile a coloro che lavorano in altre città risiedere a Grosseto; renderà di fatto più difficile a coloro che risiedono in altre città lavorare a Grosseto; e renderà più difficile ai grossetani spostarsi ed a tutti raggiungere il nostro territorio. E tutto questo non sarà solo un disagio: sarà una perdita di opportunità, una perdita di risorse, per Grosseto ed il territorio toscano. È doveroso che gli enti territoriali e gli amministratori locali assumano una posizione forte rispetto alla questione della accessibilità ferroviaria del nostro capoluogo e rispetto alle scelte e alle strategie di Trenitalia che da anni hanno relegato Grosseto al rango di scalo ferroviario minore. Assicurare alla città e al suo territorio un'adeguata dotazione di collegamenti ferroviari non è un obiettivo secondario rispetto a quello dell'accessibilità stradale e della realizzazione dell'autostrada tirrenica, opera necessaria ma che comporterà elevatissimi costi economici e ambientali; e certamente è assai più concreto e impellente delle aspirazioni illusorie e discutibili alla realizzazione di un aeroporto».
Per l’ingegner Fabrizio Paganucci (professore Università di Pisa) «l’esclusione dall'alta velocità ferroviaria della linea tirrenica da Roma a Pisa non costituisce un problema limitato ai cosiddetti pendolari. È una minaccia gravissima al diritto di mobilità dei cittadini ed all’economia di un vastissimo territorio, le cui speranze di sviluppo e di crescita sono sempre più legate al turismo, in particolare a quello che si sta sempre più imponendo, ovvero quello che si coniuga alla sostenibilità ambientale. Storicamente frustrati nella viabilità su gomma, la Maremma trova e può ulteriormente trovare un supporto non trascurabile al suo sviluppo economico nei collegamenti ferroviari veloci verso Roma e Pisa, con i loro snodi ferroviari e viari e soprattutto con i loro attivissimi aeroporti. È per questo che la nostra comunità, a tutti i livelli, con una voce forte e concorde da parte dei rappresentanti politici e degli operatori economici, non deve retrocedere di un passo».
Luca Bernazzani (professore Università di Pisa): «Dalle notizie che circolano viene da chiedersi perché Trenitalia se la prende continuamente con la tirrenica nord. Alla fine sarà l’unico tratto principale della rete ferroviaria italiana ad essere totalmente esclusa dalle frecce. In particolare mi risulta inspiegabile perché Trenitalia si accanisca con il 9762 che è un treno molto frequentato su tutta la tratta coperta e in particolare è utilizzato da molti viaggiatori frequenti proprio nella fascia pendolari. Se il suo gemello 9785 è scarsamente frequentato si riveda la distribuzione delle coppie invece di eliminare entrambi tout court. Ovviamente so che il progetto non è di cancellarli, ma di dirottarli sulla Roma-Firenze, ma per tutti gli utenti compresi tra Civitavecchia e Livorno (tra l’altro due porti passeggeri di importanza per nulla secondaria) il risultato è lo stesso. Per quanto riguarda Grosseto, poi, c’è un'ulteriore motivo di sconcerto e delusione: qualcuno sa spiegarmi per quale altro motivo i tagli dovrebbero essere decisi proprio in vista della stagione turistica (in una zona ad alta vocazione turistica!) quando da sempre si riscontra una significativo aumento di passeggeri un po’ su tutti i treni? Certo, la scarsa sensibilità di Trenitalia ci è purtroppo nota, ma almeno a livelli di enti locali qualcuno dovrebbe battere un colpo. O sbaglio?»
C’è poi un pendolare. «Mi chiamo Emanuele, ho 41 anni e sono un commerciante. Ho intrapreso un’attività commerciale a Livorno nel maggio 2007; ho vissuto stabilmente a Livorno per un paio d’anni, poi per motivi di lavoro di mia moglie, ho deciso di trasferirmi a Grosseto, tanto attraverso l’Eurostar in 55/60 min. Sarei stato a Livorno e viceversa sarei tornato a Grosseto, - come ho fatto in questi due anni. Oggi mi ritrovo a causa dei tagli in questione a rivedere le scelte di un intera famiglia. Del resto per lavorare 7/8 ore al giorno è impensabile trascorrerne 4 tra treni e stazioni».
E Fabrizio (Grolug): «La beffa è che non si tratta di soppressione di treni, noi ci vedremo sfilare davanti al naso treni per passare da Firenze. A Trenitalia evidentemente ci considerano marginali, che non c'è nessun male se ci di fatto emarginano, visto che non abbiamo nemmeno l’autostrada e quindi il mezzo più veloce per noi è il treno. Pensate a quando ci mettiamo per andare a Firenze, questa è la sorte per Roma Livorno e Pisa».
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