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Grosseto

«Era a piedi, non voleva guidare»

«Era a piedi, non voleva guidare»

La cena al ristorante e la scelta di non mettersi al volante perché aveva bevuto

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ORBETELLO. «Clienti come Nicola ci vorrebbero sempre. Quando i carabinieri mi hanno chiamato, questa mattina, per chiedermi se mancava qualcuno e ho visto che la chiave era sempre lì dove l’avevo lasciata io sabato notte, mi sono sentito morire». Alessio Goracci, titolare dell’hotel Il Cacciatore di Orbetello è disperato. «Aveva cenato qui sabato sera - dice - era il solo cliente che avevamo. Questo fine settimana non era tornato in Basilicata, e dopo cena aveva deciso di andare al locale per passare la serata». Non era convinto, però, Nicola, di andare al Sexy Dream. «Ma è l’unico posto che c’è in zona - aggiunge Goracci - Mi aveva detto che non amava i locali di lap dance, che nemmeno c’era mai stato. Verso l’una e mezzo, quando ho chiuso, sono passato da lì anch’io, per chiedergli se voleva tornare in albergo, l’avrei accompagnato. Mi ha detto che sarebbe rimasto un altro po’ lì e io gli ho dato la buonanotte». Goracci non si dà pace. Laurino è morto in un incidente, è vero. «Ma è anche vero che forse è morto proprio perché era una persona per bene - dice - perché dopo aver bevuto un po’ di vino a cena, ha deciso di andare al locale a piedi, di non mettersi al volante. È per questo che quando ho chiuso sono andato a sentire se voleva un passaggio per tornare in albergo».

Il geometra lucano, sabato sera, ha cenato al Cacciatore. Poi ha accettato il passaggio di un cliente del ristorante, che stava andando al Sexy Dream. Era poco convinto di passare la serata in un locale di lap dance. Ma su quella strada non c’è altro. E l’uomo, che da dieci giorni, dall’ultima volta che era tornato a casa sua a Sant’Angelo Le Fratte, aveva soltanto lavorato. «Andava via ogni mattina alle sette e tornava alle sei di pomeriggio stanco morto - dice ancora Goracci - spesso mangiava un boccone e andava subito a letto». Ieri sarebbe stata la prima domenica che il quarantasettenne avrebbe passato in Maremma. «Il fine settimana partiva sempre, tornava sempre a casa - dice ancora l’uomo - e qualche volta mi aveva detto che si era stancato di lavorare lontano dalla sua famiglia, che sarebbe voluto tornare per sempre in Lucania doveva aveva un pezzetto di terra». Esponente del Pci prima, passato poi al Movimento 5 Stelle, Laurino era appassionato di filosofia e di moto. Oltre alla moglie lascia il figlio tredicenne Vittorio. Lo aveva chiamato come il padre, morto in un incidente sul lavoro qualche anno fa.(f.g.)

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