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Grosseto

Stefanini: «La pineta muore»

Stefanini: «La pineta muore»

Venticinque alberi sono totalmente seccati, pericolo di caduta rami

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FOLLONICA. La pineta di ponente sta morendo lentamente, i cittadini assistono inermi al declino di una delle aree più belle della città del Golfo. Passeggiando nel grande parco (nella zona che da viale Matteotti arriva fino all’Eden) è difficile non accorgersi di ciò che sta succedendo.

Una delle aree verdi più importanti della città sta morendo e la realtà è sotto gli occhi di tutti: Follonica da sempre è conosciuta per il suo mare e per le sue pinete, diventate con gli anni il simbolo della città, alberi raffigurati nelle cartoline del Golfo. Purtroppo tra qualche anno però una parte di essi non esisterà più. Se infatti nella zona sud della città i pini continuano a godere di buona salute in centro non è così, anni di calpestio e di interventi hanno comportato danni che adesso sembrano irreversibili. Vero è che sono stati ripiantati nuovi alberi che però trovano difficoltà a crescere e se anche lo faranno ci vorranno anni e anni prima che arrivino alle altezze degli altri pini. «Ad oggi ci sono almeno 25 pini totalmente seccati tra via La Marmora e il parco dei bimbi – commenta l’ambientalista Marco Stefanini - Alcuni sono veramente pericolosi, perché sono proprio sopra ai giochi. Un mese fa è stato tirato giù un ramo pericolante dai vigili del fuoco, ma ci sono altre piante che possono cadere da un momento all’altro o per troppo vento o per la troppa acqua che indebolisce il terreno attorno alle radici. Ho scritto al sindaco, per ora senza risultato. Ma perché si deve aspettare che succeda la tragedia?». Se da una parte c’è chi come Stefanini è preoccupato per l’incolumità delle persone, c’è chi invece rimpiange i bei tempi quando quella pineta rappresentava il luogo più amato della città, dove trascorrere pomeriggi a giocare insieme agli amici, assistere agli spettacoli dei burattini o magari mangiare un gelato in tranquillità. «Quando ero piccola – racconta una mamma – qui la situazione era completamente differente: mi ricordo che venivano organizzati degli spettacoli e che il parco era sempre affollato. Ci abbiamo passato l’infanzia e vorrei che anche mia figlia lo potesse fare, ma la situazione peggiora mese dopo mese». (p.s.)

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