Il Tirreno

Grosseto

Presidente, c’è una firma che aspetta

Roberto Bernabò

Il 12 novembre 2012 l'ennesima alluvione ha messo in ginocchio la Maremma e la provincia di Massa. Il Parlamento ha stanziato 110 milioni per la ricostruzione ma il decreto di liquidazione è fermo tra ministero dell’Economia e presidenza del Consiglio. Un rimpallo intollerabile che dura settimane... FIRMA L'APPELLO 

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Caro presidente Monti, sono questi giorni complessi per le istituzioni del Paese, alle prese con l'elezione dei vertici delle due Camere (dove ieri si è respirata finalmente un'aria di svolta) e poi la formazione del nuovo esecutivo (molto più ardua). Anche lei ne è stato coinvolto in pieno, con l'ipotesi di un suo passaggio da Palazzo Chigi a Palazzo Madama. Il presidente Napolitano l'ha bloccata ricordandole che non si può lasciare l'esecutivo senza guida in questa fase, con il rischio concreto che non si formi un nuovo governo e tocchi a lei andare avanti a lungo anche se solo per l'ordinaria amministrazione. Ecco l'ordinaria amministrazione, ha in realtà a che fare in profondità con la vita delle persone.

Qui in Toscana ad esempio. Il 12 novembre 2012, infatti, l'ennesima alluvione ha messo in ginocchio la Maremma e la provincia di Massa. Il Parlamento ha stanziato 110 milioni per la ricostruzione ma il decreto di liquidazione è fermo tra ministero dell’Economia e presidenza del Consiglio. Un rimpallo intollerabile che dura settimane. Ora, il decreto sarebbe di nuovo sul tavolo dei suoi burocrati quasi pronto per la firma. Solo a quel punto il commissario nominato da mesi, che è il presidente della giunta regionale toscana Enrico Rossi, potrà utilizzare i soldi. Solo allora appunto.

Così il presidente Rossi per solidarietà con gli alluvionati ha annunciato che non ritirerà il suo stipendio fino a quando questa storia non avrà uno sbocco. Il Tirreno ha lanciato una raccolta di firme on line e una campagna via Twitter (#firmaildecreto). I cittadini ci hanno messo la faccia raccontando con fermezza e altrettanta compostezza il loro dramma. Perché quella che per la presidenza del Consiglio è ordinaria amministrazione, per loro è ordinaria sopravvivenza. Ecco quanto vale una firma.

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