Il dolore
Per salvare la Mabro si pensa alla Prodi bis
Il presidente Marras annuncia l’uscita dal tavolo istituzionale della Regione Della Spora: «Nessun biasimo, ma abbiamo chiesto che siano nostri garanti»
GROSSETO. Il presidente Marras che annuncia di non partecipare più alla trattativa per l’ex Mabro e la richiesta dei conti di Barontini. All’incontro in Regione di venerdì sera, sul tavolo, di questioni ne sono emerse parecchie. E sarebbe spuntata anche un’ipotesi, alternativa a tutto quello che si è sentita fino ad ora: il ricorso alla Prodi bis per salvare Abbigliamento Grosseto. Cosa andrà in porto e cosa invece resterà al palo si vedrà lunedì alle 18.30, quando alla Regione torneranno le organizzazioni sindacali, la proprietà, le istituzioni e le rsu per discutere come uscire dalla situazione di stallo che si è creata. Barontini dovrà portare i conti dell’azienda, i sindacati e le istituzioni dovranno valutare quali e quanti margini di manovra potranno essere utilizzati per portare la nave in porto.
Intanto però, al tavolo della Regione è scoppiato anche un caso politico: quello dell’annuncio dell’uscita di Leonardo Marras dal tavolo. Ieri il presidente non ha voluto parlare. «Noi tutti però - dice Fabio della Spora, segretario della Femca Cisl - abbiamo richiesto alle istituzioni di farci da garante in questa trattativa che sta diventando sempre più complicata». Le ragioni che avrebbero spinto Marras a dire che quella di venerdì sera sarebbe stata l’ultima volta in regione, è stata ben compresa anche dai sindacati. «Non possiamo assolutamente dire nulla sul fatto che questa trattativa vada avanti ormai dal 2005 - aggiunge Della Spora - e che di aziende in sofferenza, in provincia ce ne sono tantissime. Purtroppo in Maremma la fame di lavoro c’è e le situazioni di crisi, anche gravi, si moltiplicano ogni giorno».
Una svolta. Manca questo alla trattativa. E Marras, già qualche tempo fa aveva dimostrato che la pazienza era quasi finita. Quando lanciò un ultimatum a Barontini, ultimatum che poi non è stato rispettato.
Parole, quelle del presidente, che hanno richiamato anche al senso di responsabilità della proprietà dell’azienda. Responsabilità che in questa situazione si traduce solo con pagamento degli stipendi ai dipendenti.
Domani pomeriggio, quindi, in Regione si parlerà probabilmente di soldi. La verifica dei libri contabili della società servirà sì a capire se ci sono margini per il pagamento dilazionato degli stipendi ma anche a verificare la possibilità di sopravvivenza dell’azienda. Possibilità che, stando a quanto è stato detto al tavolo della Regione, non significa il fallimento dell’azienda. «Nessuno ha mai utilizzato o ha intenzione di parlare né di chiusura e nemmeno di fallimento - aggiunge il sindacalista - ma Barontini deve però dirci come stanno davvero le cose. Bisogna parlare do soldi veri, ora è il caso di scoprire le carte».
Soldi veri, per pagare gli stipendi. Ma se le possibilità di andare avanti dovessero essere finite, alla Regione si sarebbe parlato anche di un’altra possibilità che potrebbe mettere d’accordo tutti: il ricorso alla Prodi bis, una sorta di gestione speciale dell’azienda che manterrebbe comunque la produttività ed eviterebbe il fallimento di Abbigliamento Grosseto.
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