Attenzione
Ora è muro contro muro sulla geotermia in Amiata
AMIATA. Stallo, muro contro muro e toni troppo alti nella querelle geotermia sull’Amiata, terreno che da decenni impegna comitati ambientalisti, amministrazioni, comuni cittadini. Ma come stanno...
AMIATA. Stallo, muro contro muro e toni troppo alti nella querelle geotermia sull’Amiata, terreno che da decenni impegna comitati ambientalisti, amministrazioni, comuni cittadini. Ma come stanno le cose? Nell’incontro di venerdì sera organizzato da Corrado Lazzeroni e da Marcello Bianchini, a Bagnoli, si è detto tutto e il contrario di tutto. Perché se da un lato i comitati esibiscono documenti a iosa rivendicando di essere sempre dalla parte della ragione, dall’altra i sostenitori dello sfruttamento geotermico utilizzano e leggono diversamente i medesimi dati col conforto di scienziati e tecnici diversi, che basandosi su studi effettuati e ricerche sul campo, affermano che tutto è nella norma. E proprio su dati confortanti, dicono, è stato dato il via a Bagnore 4 con tanto di VIA e di autorizzazioni in ordine. Nel mezzo a questi due blocchi, la terza via di Sel guidato da Michele Nanni, che pensa a una riconversione delle odierne centrali a quelle a ciclo binario, con emissioni zero. Metodo che secondo gli esperti di geotermia (ultima voce quella del prof. Horne) non è adatto all’Amiata che invece si presta al metodo flash, quello in uso e con cui sta per essere costruita Bagnore 4.
Grandi accusati dei Comitati le amministrazioni comunali che nulla hanno fatto per fermare Enel, mentre le stesse amministrazioni, come anche il PD, esibiscono il protocollo d’intesa firmato da Regione, Enel e comuni che impegna Enel a comportamenti virtuosi. Dunque scontro su tutto ed ormai la situazione è così incancrenita che nessuno più ascolta nessuno e la geotermia diventa scontro politico violento e dai toni anche troppo accesi come è successo ai Bagnoli. Così venerdì sera gli interventi di Carlo Goretti e Niso Cini dei Comitati, di Roberto Barocci di SoS Geotermia e di Fabrizio Lorenzoni, ex dipendente Enel e oggi del Movimento di Grillo, hanno ripresentato i consueti temi: eccesso di mortalità in Amiata, arsenico nell’acqua, veleni nell’aria. I Comitati sono ostili al referendum e la parola d’ordine è moratoria: niente geotermia in Amiata. L’amministrazione di Arcidosso è stata “difesa” dall’assessore Camporesi che ha sottolineato come il terrorismo dei comitati danneggi i territori che appaiono all’esterno falsamente, come zone toscane avvelenate e desertificate. La geotermia, invece, ha detto l’assessore, potrebbe essere un valore aggiunto. La posizione favorevole alla geotermia è stata espressa da Fausto Rossi, addetto alle perforazioni geotermiche, che ha spiegato il perché della inopportunità del ciclo binario, ha ricordato che le emissioni geotermiche sono in linea coi parametri di legge, la presenza di Amis, abbattitori di sostanze nocive, delle nuove tecnologie che garantiscono moltissimo gli abitanti amiatini e ha ribaltato quanto andavano sostenendo i comitati. Alla fine ognuno fermo sulle proprie convinzioni. E il 22 o 23 marzo ci sarà una grande manifestazione davanti alla centrale di Bagnore.
Fiora Bonelli
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