Il Tirreno

Grosseto

Due gruppi si contendono l’Ascom

di Maurizio Bernardini
Due gruppi si contendono l’Ascom

Domani il voto per il rinnovo delle cariche: forse un listone unico, ma in realtà si prepara l’assalto al vertice

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GROSSETO. Non c’è un programma, non c’è un nome, non c’è una certezza: benvenuti all’assemblea elettiva Ascom. L’appuntamento, destinato a rinnovare gli organi dirigenziali dell’associazione per i prossimi tre anni, è previsto per le dieci di domani mattina nella sala Contrattazioni della Camera di commercio. Eppure, sino all’ultimo non sarà possibile conoscere i contendenti, né sapere cosa hanno in mente di fare per cercare di risollevare le piccole imprese oggi in apnea. Nessuno vuol parlare, nessuno vuol rilasciare dichiarazioni d’intenti o semplici commenti. Ma la corsa ai vertici Ascom è tutt’altro che poco partecipata. Molti i personaggi che si stanno muovendo, da settimane.

La versione semi ufficiale. Si va verso un listone unico, un qualcosa che ricorda le più antiche tecniche di mediazione politica portate avanti nella prima Repubblica. Sì, perché le due parti in corsa avrebbero scelto di evitare il rischioso scontro frontale, convergendo invece verso un progetto condiviso. All’operazione avrebbe dato man forte il presidente, Filippo Lombardelli, che pare abbia offerto 23 (numero massimo previsto secondo statuto, ndc) nominativi secchi. A questi dovrebbero affiancarsi, sempre a norma di regolamento, il presidente Giovani imprenditori (Riccardo Colasanti), quello del settore Terziario donna (Alessandra Vegni) e quello dell’Ente nazionale di assistenza sociale per i commercianti (Alfio Franco Baraldi).

La versione ufficiosa. C’è però anche un’altra ipotesi, che affianca e integra la linea semi ufficiale del listone: la via d’uscita del “tutti insieme felici e contenti” sarebbe infatti solo la scappatoia finale. Una sorta di extrema ratio da acciuffare all’ultimo respiro, in caso di evidente minoranza. Fino alle dieci e un minuto di domani, infatti, un discreto numero di storici esercenti tenterà l’assalto al vertice. Tanto che qualcuno mormora sia già pronto un clamoroso contro listino che escluderebbe diverse delle figure legate alla breve gestione Baldassari.

Il meccanismo. L’assemblea vota il consiglio direttivo composto – come detto – al massimo da 23 nominativi, più tre d’ufficio. A sua volta il consiglio indica la giunta, formata da un numero non superiore a nove esercenti. Anche in questo caso due commercianti (presidente Giovani imprenditori e Terziario donna) entrano di diritto. Sta alla giunta nominare il presidente e ratificare l’indicazione che dà dei propri vice. Nodo direttore. Strano ma vero è probabile che l’assemblea non partorisca alcun direttore. Insomma, l’Ascom ha dimostrato di essere andata avanti per otto mesi senza quel genere di figura, da molti ritenuta troppo dispendiosa per le casse associative. E poi, con il clima d’equilibrio e tensione che si respira, non offrire il pallino del gioco nella mani di un’unica persona potrebbe assicurare scelte corali e più condivise per il futuro.

Chi vota. Ogni commerciante può portare con sé fino a un massimo di due deleghe. Il diritto di voto – precisano alcuni bene informati – è riservato a chi non ha debiti nei confronti dell’associazione. Dunque occorre essere in regola con il pagamento delle quote degli ultimi cinque anni (gli altri sono prescritti a norma di legge). Precisazione che la dice lunga sul clima che si respira alla vigilia di questo appuntamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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