Sicurezza
«Congressi anticipati e volti nuovi in segreteria»
La segretaria del Pd, Pinzuti, dà la sveglia al partito: «Segnale chiaro dal voto: serve una ricostruzione dal basso e un cambio di passo nelle amministrazioni»
GROSSETO. Stavolta la misura è colma. E Barbara Pinzuti, giovane segretaria provinciale del Pd, ha intenzione di ripartire dal basso per dare un volto nuovo a un partito che ancora pensa più a spartirsi una torta di cui ormai restano solo briciole, che ad aprirsi al futuro.
Nei giorni scorsi un paio di suoi “post” su Facebook hanno anche fatto irritare qualcuno. Ora al Tirreno le cose le dice con chiarezza e nei prossimi giorni farà anche atti concreti, a partire da un rimpasto in segreteria provinciale. E poi chiederà l’anticipo dei congressi locali.
Perché i problemi sul tavolo ci sono, a partire dalle elezioni imminenti a Gavorrano, Argentario e Semproniano. Ma a preoccupare è soprattutto il capoluogo dove il sostanziale immobilismo di sindaco e giunta, con tre anni di governo davanti, rischia di consegnare alla scadenza la città a una pur disastrata opposizione. I malumori sono forti a Grosseto, soprattutto negli ambienti vicini al Pd.
Quindi Pinzuti chiede di accelerare, di dare una scossa a un’amministrazione che va avanti più sotto la guida dei dirigenti di settore che della politica. Un esempio su tutti: la fusione delle partecipate. Eppure il progetto l’aveva lasciato praticamente pronto l’ex assessore Valentina Mancini, la cui nomina è stata rinnegata ormai più di cinque mesi fa in uno dei rari sussulti decisionisti visti in due anni, ma ancora non è stato approvato. E i tanti rivoli in cui è suddiviso il partito in città, in sette anni di governo per veti e sgambetti non è stata formata una nuova classe dirigente e ancora imperversa quella pre-Antichi, complicano un quadro da allarme rosso.
Allora segretaria, da cosa si riparte?
«Diciamocelo chiaro, il partito deve essere riorganizzato dal basso. Ci è arrivato un segnale forte dalle elezioni, non possiamo certo far finta di niente. In direzione ho detto che i congressi, almeno a livello locale, andrebbero anticipati il più possibile. E non dovranno essere “un giro di valzer”, ma l’occasione per cambiare facce e persone».
Abbiamo una segretaria rottamatrice?
«No, non intendo rottamare. Ma credo che chi ha più esperienza, e ancora vale, debba restare alle spalle e consigliare un gruppo dirigente giovane. E poi serviranno anche contenuti innovativi».
Ad esempio?
«Penso al piano interprovinciale dei rifiuti, che dovrà guardare con più coraggio alla green economy. Penso agli assetti istituzionali: se davvero le Province spariranno, allora dovremo andare verso fusioni fra Comuni, non solo servizi gestiti insieme. Un processo di semplificazione che la gente chiede e di cui dovremo farci portatori. Lunedì (domani, ndr) incontrerò tutti i presidenti delle aziende partecipate della Provincia, anche qui sarà necessario sfoltire e razionalizzare, visto che Rama è già confluita in Tiemme e fra poco Coseca farà qualcosa di simile».
Le partecipate sono tante...
«Cominciamo a metterci mano. In quest’ottica anche il sindaco Bonifazi ha iniziato da tempo un percorso che ora va portato a conclusione».
A Grosseto serve un segnale.
«La città è sotto gli occhi di tutti, non ho dubbi che l’Amministrazione saprà proseguire quanto ha iniziato e programmato. Intanto, però, un segnale forte lo darò io, cambiando alcuni nomi nella segreteria provinciale. Il cambiamento deve essere rappresentato, ci saranno delle novità molto presto».
In alcuni Comuni si vota.
«A Gavorrano prosegue il nostro tentativo di tenere insieme il Centrosinistra, anche se Borghi non rinuncia a candidarsi. A nostro avviso le forze progressiste potrebbero coalizzarsi per portare avanti l’attuale buona esperienza, con la Iacomelli. All’Argentario, invece, sosteniamo la candidatura di Massimo Sandrelli, siamo convinti che su di lui potrebbero convergere tutte le attuali forze di opposizione».
@guifiorini
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