Il Tirreno

Grosseto

Cacciatori a scuola, ancora caos

Cacciatori a scuola, ancora caos

Enpa e Comitati ambientalisti contro la preside, i Comunisti la difendono

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GAVORRANO. Ancora proteste per i corsi sulla fauna tenuti a Gavorrano da Arci Caccia.

«Impossibile che chi imbraccia un fucile, uccidendo animali selvatici per puro divertimento, possa insegnare ai bimbi il rispetto e l'amore per la natura e per gli animali selvatici«. Questo il commento dell'Enpa. «Il “professor cacciatore” assieme ai suoi colleghi, è colui che invade le nostre campagne, inquina il nostro territorio e rappresenta un serio pericolo per la tutela della pubblica incolumità. Inoltre, la figura del cacciatore potrebbe esercitare un fascino sinistro e pericoloso sugli adolescenti e sui bambini, in particolare quelli coinvolti nel fenomeno del bullismo».

«Non bisogna dimenticare - prosegue Enpa - che gli interessi legati al mondo venatorio, come le immissioni, le uccisioni, il disturbo biologico e i ricorrenti errori di sparo, hanno contribuito alla grave crisi della biodiversità nel nostro territorio, per non parlare della vita dei molti cani da caccia abbandonati, maltrattati o reclusi per sette mesi - quelli in cui non si spara - in piccoli box, spesso con pochissimo cibo e in condizioni drammatiche. Ci chiediamo se e come tutto questo Atc e Arcicaccia lo esporranno ai ragazzi e come venga loro spiegato che le belle campagne e i boschi stupendi, a volte pieni di bossoli non raccolti dai cacciatori, possano essere frequentati e goduti tra uno sparo e l'altro con il rischio di vedere animali barbaramente uccisi o, in casi più drammatici, di rimanere vittime di incidenti».

Il coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali prov. di Grosseto, invece, tiene a puntualizzare che «Visto che è appena terminata la stagione venatoria con le sue 118 vittime, verificato che oltre l'80% degli italiani è contrario alla caccia, considerato l'inquinamento genetico che i cacciatori hanno apportato alla fauna locale, insieme all'avvelenamento del suolo a causa dei proiettili abbandonati, verificando che vengono sottratti habitat agli animali, che tali animali sono stati considerati, dall'art. 13 del trattato di Lisbona esseri senzienti e non più cose, siamo del parere che sia inopportuno che l'Arcicaccia svolga queste lezioni . Invitiamo la preside a valutare attentamente l'incongruenza di tale situazione. Ci rallegriamo che la dirigente manifesti interesse e sensibilità nei confronti dell'ambiente e degli animali, per questo siamo lieti di informarla che siamo disponibili (gratuitamente come da statuto)ad di approfondire con gli alunni della sua scuola gli aspetti che riguardano questi temi. Se lo desidera, oltre al coordinamento potrà avere la disponibilità di persone qualificate ed esperti di associazioni come Wwf, Lav,Lac, Italia Nostra per tali approfondimenti».

Di diverso tenore il comunicato dei Comunisti Italiani di Gavorrano: «Stiamo assistendo ad un attacco vergognoso contro la scuola, l'informazione e l'educazione ambientale. La Lav, dovrebbe occuparsi di chi imbratta i muri della città, prima di parlare di rispetto. L'Arci caccia svolge e ha svolto un’importante politica di educazione e informazione, spiegando ai ragazzi delle scuole i comportamenti e le differenze tra le varie specie. Dove è il problema? Forse si tratta del solito pretesto per attaccare i cacciatori e la caccia. I cacciatori, così come i cittadini non cacciatori sono persone oneste e per bene. Che rispettano leggi e regole molto severe. Spesso sono i cacciatori che trovano discariche in mezzo alla macchia di eternit o di montagne di calcinacci abbandonati. Chi è contro la caccia, lo è perché non è mai stato con un cacciatore, si è fatto una idea per sentito dire o perché, è un fanatico che deve imporre a tutti il proprio stile di vita. Finalmente a Gavorrano e Scarlino esistono delle iniziative che informano e formano i nostri figli al rispetto degli animali e dell'ambiente e si apre una polemica contro la caccia, è demagogia e i soliti luoghi comuni. Ormai posizioni fritte e rifritte, superate e passata di moda che non interessano più nessuno a parte una minoranza che nutre odio e rabbia. Chi vuole adoperarsi per aumentare il grado di istruzione nelle scuole, qualunque associazione, avrà sicuramente le porta aperte della scuola e della società, così come ha fatto l'Arcicaccia. Ribadiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza alla preside, la esortiamo a continuare senza farsi intimidire dagli attacchi strumentali».

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