La manifestazione
Appello di Franci ai Comuni amiatini
Patto di stabilità, limiti di spesa,Tares: il sindaco di Castel del Piano invita i colleghi alla mobilitazione compatta
CASTEL DEL PIANO. «Ci sono tre questioni che rischiano di dare una botta mortale ai Comuni amiatini, Castel del Piano in testa»: il sindaco castelpianese Claudio Franci non nasconde la «fortissima preoccupazione per quello che sta accadendo e che rischia davvero di far chiudere bottega ai piccoli comuni».
La miscela esplosiva a cui si riferisce Franci è fatta di tre elementi: «Il protrarsi dell’assenza di un governo, senza il quale non è semplice risolvere qualche problema. C’è poi il famigerato patto di stabilità, al rispetto del quale tutti i Comuni anche quelli sotto i 5mila abitanti, sono obbligati. E infine i provvedimenti capestro approvati di recente dal governo, che incideranno pesantemente nelle tasche dei cittadini».
Ma cosa significano queste tre questioni in dettaglio? Intanto il Comune ha l’obbligo di chiudere il bilancio con 500mila euro di attivo e «per noi _ spiega Franci _ questo è un sesto della spesa corrente. In un momento in cui i trasferimenti dello Stato si sono ridotti in modo eccezionale, mezzo milione di attivo è sangue vero e proprio per le casse comunali. Questo costringe a ragionare sui servizi che si stanno erogando e sulle manutenzioni ordinarie, come la viabilità».
Ma c’è un ulteriore inghippo che pesa come un macigno, perché per la parte di bilancio in conto capitale, il Comune è obbligato a spendere solo quanto è certo di incassare nell’anno: «Questo ci taglia definitivamente le gambe _ dice Franci _ e dimezza i nostri investimenti programmati che erano di 3 milioni e mezzofra opere avviate e da avviare. Un terremoto che atterra la già fragile economia locale».
Poi è in arrivo, da luglio, un’ulteriore stangata per famiglie e imprese, la Tares. «La legge _ incalza il sindaco _ prevede un aumento medio del 30 per cento per famiglie e imprese. Questa nuova tassa si calcola in base alla consistenza del nucleo familiare e per le imprese in base alla tipologia di attività. In certi casi le imprese potrebbero vedersi raddoppiare la spesa della Tares che comprende nettezza urbana, illuminazione e altri servizi, e se aggiungiamo all’Imu la Tares ne valuteremo il tremendo impatto sociale. I Comuni _ sbotta Franci _ sono diventati solo gli esattori e i tesorieri dello Stato. Una situazione insostenibile che suscita le ire dei cittadini che non ce la fanno a sbarcare il lunario. Davanti al mio ufficio c’è ogni giorno la fila di chi non ha nemmeno da mangiare, di chi non può pagare i servizi scolastici dei figli e così via».
In tale scenario, i Comuni da soli ben poco possono fare, ma bisogna che il sentimento di protesta sia collettivo, per cui il sindaco di Castel del Piano lancia un appello: «Invito tutti i sindaci amiatini a unirsi al movimento nazionale che in questi giorni sta organizzando l’Anci. Cosa rivendicare? La governabilità in primis; poi, che sia eliminata, per i Comuni sotto i 5mila abitanti o comunque per i piccoli Comuni, la tagliola del patto di stabilità; e infine si invochi di rivedere la Tares o se ne rinvii l’attuazione. Abbiamo il dovere _ conclude Franci _ come sindaci, di rimettere in moto l’economia e evitare il disagio dei cittadini, anche per evitare proteste che alla fine potrebbero diventare incontrollabili».
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