Sicurezza
Usura, torna libero l’imprenditore messo ai domiciliari
FOLLONICA. E’ tornato libero - ma ha un obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria - l’imprenditore follonichese di 58 anni finito ai domiciliari un paio di settimane fa perché sospettato...
FOLLONICA. E’ tornato libero - ma ha un obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria - l’imprenditore follonichese di 58 anni finito ai domiciliari un paio di settimane fa perché sospettato di essere responsabile di prestiti di denaro a tasso usurario ai danni di persone in difficoltà economica.
Un tasso che secondo le conclusioni della guardia di finanza poteva raggiungere anche il 500%. Le indagini erano scattate quando due persone si erano rivolte alle fiamme gialle raccontando una situazione diventata insostenibile. Così era stato fissato un appuntamento trappola: la vittima era andata all’esercizio commerciale dell’imprenditore e quando la prima era uscita, i militari avevano trovato numerose banconote da 500 euro, che sarebbero stati frutto dell’interesse usurario. L’imprenditore, nonostante la flagranza, non era stato arrestato. Ma la Procura aveva chiesto e ottenuto una misura cautelare, eseguita qualche giorno più tardi unitamente alla perquisizione e al sequestro di quelle che gli inquirenti identificano come le somme percepite con tasso usurario. E che, se saranno riconosciute come tali, saranno restituite alle vittime.
Il 4 marzo si era tenuto l’interrogatorio di garanzia, nel quale l’imprenditore - assistito dall’avvocato Marco De Stasio - aveva deciso di parlare con il gip Marco Bilisari, spiegando che un prestito c’era stato ma senza chiedere interessi, come si fa con un amico quando è in difficoltà. E aggiungendo che nel secondo caso la presunta vittima stava invece restituendo, a rate, dei soldi come pagamento delle prestazioni professionali ricevute.
Al termine dell’interrogatorio, il difensore aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare con una meno afflittiva. Una richiesta accolta dal gip che ha disposto nei giorni scorsi il solo obbligo di firma, con la possibilità quindi per l’indagato di poter andare a lavorare. Un’attenuazione della misura che si accompagna all’ipotesi di patteggiamento che la difesa è intenzionata a proporre alla Procura.
(p.s.)
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