Sicurezza
«Nomine in cambio di volumetrie» Canuti a giudizio
Ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio per l’ex assessore comunale e l’architetto Gorelli
GROSSETO. «Lo scambio illecito va individuato nel caso che occupa tra il lucroso incarico conferito, in modo illegittimo secondo le risultanze acquisite, al privato e la promessa da parte di quest’ultimo dell’utilità consistente nella valorizzazione dei terreni d’interesse dei congiunti del pubblico ufficiale, a nulla poi rilevando poi il mancato conseguimento effettivo della stessa utilità da parte del pubblico ufficiale».
È con queste motivazioni che il giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Stefano Pizza nei confronti di Moreno Canuti, ex vicesindaco e assessore, e del professor Gianfranco Gorelli per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Sarà il collegio del Tribunale (la prima udienza è fissata per il 29 maggio) a valutare se l’architetto Gorelli, scelto per la redazione del regolamento urbanistico, abbia favorito l’ex amministratore approvando in cambio volumetrie residenziali-abitative sui terreni del suocero, inizialmente agricoli, a Batignano. Terreni con «conseguente sensibile aumento di valore», secondo l’accusa.
Il giudice non ha accolto la richiesta di proscioglimento avanzata dagli avvocati Rechichi e Pinucci (il solo Gorelli era presente). Il gup si è ritirata in camera di consiglio per poco più di un’ora per motivare il decreto, dopo aver respinto un’eccezione difensiva sulla propria compatibilità nel giudizio.
Le indagini della polizia di stato, le testimonianze di funzionari comunali, documenti ed e-mail rinvenuti nei computer sequestrati, i tabulati telefonici di conversazioni frequentissime tra gli impuati in prossimità dell’adozione del regolamento urbanistico, le intercettazioni telefoniche e una consulenza tecnica dalla quale si evincerebbero i criteri di selezioni utilizzati in base a parametri diversi da quelli indicati nell’avviso pubblico per la scelta del collaboratore della redazione del regolamento stesso costituiscono il materiale dal quale la Procura ritiene di poter provare l’illecito.
Un caso politico, prima che giudiziario, risalente al 2010, quando Luca Montemaggi, capogruppo Pdl, aveva presentato un'interrogazione. Secondo la Procura, sarebbe illegittimo il procedimento con il quale nel 2007 Gorelli era stato scelto per il regolamento e per l'adeguamento del piano strutturale (compenso 263mila euro): sarebbe stato violato il cosidetto "codice degli appalti", non essendo stati applicati i principi di trasparenza, imparzialità, ragionevolezza, parità di trattamento e non discriminazione. Il Comune avrebbe indicato in 80mila euro il valore degli incarichi nella bozza di invito pubblico quando la soglia comunitaria era di 200mila e l'importo presunto era stimato in 275mila (la proposta di Gorelli era 214mila, dunque già superiore alla soglia). A monte della scelta di Gorelli, sempre secondo la Procura, vi sarebbe un intervento sull’ufficio tecnico di Canuti che avrebbe favorito, con una selezione illegittima, la scelta dei collaboratori segnalati personalmente da Gorelli per affiancarlo nel lavoro di redazione del regolamento nel cosidetto Ufficio di piano. Gorelli avrebbe apportato modifiche su indicazioni di Canuti a favore del suocero (non indagato), nelle aree Utoe 9 di Batignano indicate come "aree di trasformazione".
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