Sicurezza
Mabro, proposta unitaria lunedì tutti in Regione
I sindacati hanno chiesto il pagamento entro il 18 degli stipendi correnti Per i pregressi 6 mesi a rate. L’azienda si è presa tre giorni per valutare
GROSSETO. Una proposta unitaria dei tre sindacati per sbloccare i pagamenti in ritardo alla Mabro. È quella fatta ieri sera in Regione di fronte all’assessore Simoncini da Cgil, Cisl e Uil: la richiesta è il pagamento degli stipendi correnti non oltre il 18 di ogni mese e il rientro dai pagamenti pregressi dilazionato al massimo in sei mesi.
Il piano di rientro che la scorsa settimana era stato presentato dall’amministratore unico Andrea Barontini prevedeva invece un differimento degli stipendi di dicembre e gennaio fino addirittura al mese di novembre 2013, senza alcuna certezza nè data per quello più vicino di febbraio.
Una richiesta che l'azienda di abbigliamento non ha respinto, manifestando per lo meno l’intenzione di ritornare un attimo sui suoi passi, prendendosi tre giorni di tempo. Appuntamento per tutte le parti, di nuovo, lunedì prossimo in Regione alle 18,30, sindacati, rappresentanti di fabbrica e azienda.
«Abbiamo chiesto anche di verificare di persona i libri contabili con la situazione finanziaria - aggiunge Massimiliano Brezzo, segretario generale Filctem Cgil - è l’unica soluzione per riuscire a capire come sta messa questa azienda e cercare di muoversi di conseguenza».
Ci si muove insomma su un doppio binario: uno, considerando che l’azienda riesca a sopravvivere anche dilazionando gli stipendi, l’altro, in caso in cui invece i dipendenti si trovino a dover fronteggiare l’ipotesi della chiusura.
Dopo il piano considerato irricevibile e soprattutto la notizia della morte per suicidio del marito di una dipendente dell’azienda di via Senese, gli animi all’interno della Mabro si sono comprensibilmente agitati.
«La proposta ci sembra ragionevole e speriamo sia accolta - ha aggiunto il segretario della Femca Cisl Fabio della Spora - il fatto che l’azienda (rappresentata da Barontini e dalla manager Bertellini) ci abbia chiesto tre giorni di tempo per valutarla, senza rompere subito il tavolo può essere vista in senso positivo. Anche se forse l’ha fatto solo non sapendo che risposte dare, oppure per effettuare nel weekend una verifica economica sulle nostre proposte»
Ancora tre giorni di attesa, dunque, e poi la vertenza Mabro potrà scrivere una nuova pagina. Meno triste e complicata, si augurano le tante dipendenti.
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